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Nonostante le prime (promettenti) quattro vendemmie dello chateau cinese Domaine de Penglai, Citic Group, partner di Domaines Baron de Rothschild nel progetto enoico, vende la sua quota del 30% nella sua totalità per 4,9 milioni di dollari

Doccia fredda per Domaine de Penglai, il progetto enoico di Domaines Baron de Rothschild creato nel 2008 in terra cinese con 25 ettari vitati - il 55% a Cabernet Sauvignon e il rimanente a Cabernet Franc (15%), Syrah (10%) Marselan (10%) e Merlot (10%) - e la cui prima annata dovrebbe entrare in commercio a breve: nonostante quattro vendemmie in crescendo, con la 2016 reputata essere la migliore, il partner cinese di Baron de Rothschild, Citic Group, ha annunciato ufficialmente che venderà la propria quota del 30% della joint venture, per un controvalore di 4,93 milioni di dollari.
Come riportato da “The Drinks Business” (https://goo.gl/B9tRi3), l’annuncio è stato ufficializzato tramite una comunicazione sulla Borsa di Shanghai, e a quanto pare la decisione del socio cinese del Domaine sarebbe stata spinta dal rifiuto, da parte di quest’ultimo, di investire ulteriormente nel progetto.
Un progetto che al momento pare decisamente averne bisogno di nuove risorse finanziarie
: a fronte di un valore complessivo di circa 33,3 milioni di dollari, Domaine de Penglai aveva debiti per 24,25 milioni nel 2016, una cifra che tre mesi fa era arrivata a 37,89 milioni, a fronte di un valore complessivo, asset inclusi, di 45,8 milioni di dollari. Visto il trend - pare essere il ragionamento di Citic - meglio un guadagno esiguo adesso che una potenziale perdita, anche nel breve: ai valori attuali la vendita garantirà un ritorno sull’investimento di 842.000 dollari , ovvero un ben magro risultato per un investimento quasi decennale.
Tutto questo in un contesto, quello del mercato domestico del vino locale in Cina, che appare sotto pressione da parte di più forze del mercato. Nonostante il chiaro intento da parte del Partito di soddisfare autarchicamente la domanda enoica domestica di massa, la competizione estera sta rendendo il compito improbo per produttori e commercianti, e i profitti merce rara, ed è per il medesimo motivo che la stessa Citic, tramite la controllata Guo’an Wine Company, ha recentemente acquisito una ditta produttrice di batterie pur di diversificare i propri investimenti, citando proprio condizioni di mercato ben poco favorevoli al vino locale nell’Impero di Mezzo.

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