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FONDI EUROPEI FERMI

Ocm vino e promozione, il bando non arriva, e il Chianti scrive a Centinaio: “attività a rischio”

Il presidente del Consorzio più grande del vino italiano Giovanni Busi: “i competitor ringraziano, a rischio tutta la promozione, soprattutto in Asia”
CHIANTI, GIAN MARCO CENTINAIO, OCM VINO, Italia
Chianti, la Denominazione del vino italiano più conosciuta nel mondo ed in Cina

Dovrebbe arrivare, ma non arriva, ancora, il bando 2018-2019 per la misura “Promozione nei Paesi Terzi” dell’Ocm vino, con i ritardi di quest’anno che si accumulano al caos delle ultime campagne. E così, uno dei consorzi più grandi ed importanti del vino italiano, a tutela di uno dei marchi enoici più conosciuti e famosi nel mondo, quello del Chianti, lancia l’allarme: “è a rischio l’intera promozione all’estero, stiamo accumulando troppi e gravi ritardi. I nostri concorrenti ringraziano”, dice il presidente del Consorzio del Vino Chianti Giovani Busi, rivolgendo un appello al neo Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio.
“Ad oggi è stato semplicemente riproposto il decreto di attuazione dell’anno 2017, ma non sono partite le procedure necessarie per presentare i progetti e stiamo registrando gravi ritardi rispetto alla consueta tempistica - continua Busi - non abbiamo più tempo, rischiamo di compromettere seriamente l’attività promozionale autunnale che come sempre è diretta verso i Paesi asiatici, come Cina e Giappone”. Mercati fondamentali e in grande crescita, come dimostrano i dati (+62% nei primi tre mesi 2018 sugli ultimi del 2017 per il vino italiano) e gli ultimi eventi internazionali, come il successo del vino italiano a Interwine, a Canton, dove il Chianti è stato riconosciuto come Denominazione italiana più famosa in Cina dal portale “WineIta”, o come il tour che, in questi giorni, vede Vinitaly, insieme all’Ice, portare la produzione del Belpaese in città come Shenzhen (11 giugno), Changsha (oggi) e Wuhan (14 giugno), metropoli da 40 milioni di abitanti e che si aggiungono alle “bandierine” piazzate dalla fiera veronese in Asia, dopo Pechino, Shanghai, Hong Kong, Chengdu e gli appuntamenti della Vinitaly International Academy. Segno che organizzazioni ed imprese, comunque, si muovono sulla promozione, ma sono svantaggiate, rispetto ai competitor, dalla gestione dei fondi europei.
“Se non si farà nulla, non ci saranno più i tempi tecnici per far partire le attività promozionali, lasciando campo libero ai nostri concorrenti. Chiediamo anche al Ministero di darci un’interpretazione sull’attività promozionale a lungo termine, oltre i 5 anni, nello stesso Paese in base alle nuove indicazioni europee, sulle quali c’è ancora molta confusione - continua il presidente Busi - tutto il lavoro fatto fino ad oggi, gli investimenti, i rapporti commerciali costruiti con il tempo sarebbero seriamente compromessi. È a rischio l’intero sistema del made in Italy all’estero”.
Un tema, questo, per la verità, che secondo i rumors appresi da WineNews, quanto meno, dovrebbe essere chiarito, garantendo lo “status quo”, ovvero la possibilità di presentare progetti in Paesi in cui si sia già investito, almeno fino alla fine della campagna Ocm in corso, che scade nel 2020. Ma, in attesa di conferme, l’appello del Consorzio del Chianti è quanto mai tempestivo, con tutto il mondo del vino italiano, sempre più proiettato verso le esportazioni (che assorbono la metà del vino del Belpaese) che attende il bando.

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