Scatta il conto alla rovescia per migliaia di imprese del turismo, della ristorazione, della pesca e dell’acquacoltura: domani, 31 marzo, è l’ultimo giorno utile per mettersi in regola con l’obbligo di sottoscrivere la polizza assicurativa contro i rischi catastrofali, la cosiddetta Cat Nat, introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 - come riporta il Ministero delle Imprese e del Made in Italy - per proteggere le aziende dai danni causati da eventi naturali sempre più frequenti come terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. A ricordarlo è Facile.it, che, insieme a Italfinance e Finital, ha analizzato costi e caratteristiche di queste coperture evidenziando come i premi annuali siano tutt’altro che proibitivi se rapportati ai beni assicurati e ai rischi coperti. Le simulazioni, basate su un ristorante e un hotel in tre città campione - Milano, Roma e Palermo - mostrano, infatti, che per un ristorante con fabbricato da 500.000 euro con attrezzature industriali e commerciali di valore pari a 150.000 euro ed impianti e macchinari per un valore pari sempre a 150.000 euro, il premio annuo parte da 272 euro a Milano, sale a 628 euro a Palermo e arriva a 776 euro a Roma; per un hotel, con un terreno di 30.000 euro, un’immobile dal valore di 1,5 milioni di euro, attrezzature per 200.000 euro ed impianti e macchinari da 300.000 euro, il costo minimo annuo è di 556 euro a Milano, 835 euro a Roma e 2.111 euro a Palermo.
I prezzi, come spiegano gli esperti, variano in funzione di diversi elementi tra cui, ad esempio, la rischiosità del territorio dove sono ubicati gli immobili in cui hanno sede le aziende, la probabilità di eventi calamitosi, la vulnerabilità dei beni assicurati, le caratteristiche costruttive dell’immobile, il tipo di attività svolta dall’impresa, la collocazione dell’immobile all’interno dell’edificio (distanza da terra in numero di piani), il capitale assicurato e, non ultime, le politiche commerciali e tariffarie di ciascuna compagnia assicurativa.
Anche se al momento non sono previste sanzioni pecuniarie dirette per chi non si adegua, l’inadempimento ha conseguenze rilevanti: le imprese senza copertura non potranno accedere a contributi, sovvenzioni o agevolazioni pubbliche e, in caso di calamità, rischiano di dover affrontare autonomamente i danni senza poter contare su indennizzi statali.
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