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LA FOTOGRAFIA

“Rapporto Turismo Dop” 2026 by Qualivita: crescono esperienze e attori coinvolti in Italia

Oltre 660 attività e più di 290 eventi censiti nel 2025 (ben 60 alla prima edizione). Al top Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte

Nel 2025 le attività di turismo enogastronomico censite in Italia salgono a 667, con un incremento di 73 unità sul 2024 (+12%), mentre i 292 eventi realizzati - tra feste, degustazioni, festival culturali e appuntamenti sportivi - segnano una crescita ancora più marcata, pari al +26% in un solo anno. Un dinamismo che trova conferma anche nelle 60 prime edizioni registrate nel 2025, indice di un rinnovato slancio progettuale del sistema Dop e Igp, capace di coinvolgere sempre più anche filiere di dimensioni ridotte. In questo quadro si inserisce il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio Unesco, dove Dop e Igp smettono di essere semplici ingredienti per affermarsi come veri e propri pilastri culturali e produttivi. A livello territoriale, la crescita è testimoniata da un numero più alto di attività per 16 regioni italiane su 20, con Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte che si confermano ai vertici della classifica regionale che integra oltre 20 indicatori, come presenza di filiere produttive solide, un’attrattività turistica consolidata e, soprattutto, Consorzi strutturati e riconosciuti capaci di svolgere un ruolo attivo di governance territoriale. È la fotografia scattata dal “Rapporto Turismo Dop” 2026, edizione n.2, realizzato da Fondazione Qualivita con Origin Italia ed il supporto del Ministero dell’Agricoltura, per monitorare l’evoluzione del turismo enogastronomico legato ai prodotti a Indicazione Geografica e al lavoro dei Consorzi.
L’indagine, basata sui dati 2025, evidenzia un rafforzamento concreto e diffuso delle iniziative di “Turismo Dop” sui territori italiani, un risultato che conferma come il settore abbia prontamente recepito le indicazioni del Regolamento europeo 2024/1143 che ha incluso la gestione delle attività turistiche tra le competenze dei Consorzi. Si tratta di un’evoluzione favorita anche da una maggiore conoscenza del fenomeno, da un crescente interesse pubblico e da una rinnovata attenzione da parte delle istituzioni, del mondo della ricerca e degli attori del sistema Dop Igp.
Novità di quest’anno è la rilevazione dedicata al punto di vista dei “Turisti Dop”: il 76% riconosce il ruolo del Consorzio come garante dell’autenticità dei prodotti Dop Igp protagonisti dell’evento, mentre le “degustazioni” sono la principale motivazione che spinge i visitatori a partecipare nel 63% dei casi. Significative anche le risposte relative alla conoscenza acquisita: il 64% segnala una maggiore comprensione delle caratteristiche del prodotto, il 54% del metodo di produzione e il 53% di storia e cultura locale.
Il cambio di passo del settore si vede chiaramente anche dall’indagine dedicata al dibattito pubblico e mediatico. Nel 2025 si registrano oltre 700 ricorrenze del termine “Turismo Dop” sulla stampa cartacea e online, accompagnate dall’inserimento di una voce dedicata nel vocabolario dell’Istituto Treccani, come uno dei lemmi più rappresentativi dei cambiamenti in atto nella società.
Un dinamismo che ha coinvolto anche i grandi operatori, spingendoli a lanciare nuove iniziative nell’ampio settore del turismo enogastronomico come l’evento internazionale “Vinitaly Tourism” a Verona (che torna a Vinitaly 2026 a Veronafere, dal 12 al 15 aprile).
Anche la sezione dedicata agli studi scientifici sul turismo enogastronomico Dop e Igp evidenzia un dialogo sempre più strutturato tra mondo della ricerca e sistema delle Indicazioni Geografiche. Nel 2025 sono state mappate 24 ricerche (17 nel 2024) , che affrontano temi centrali come marketing, sviluppo territoriale, sostenibilità e valorizzazione del patrimonio culturale.
Infine, cresce l’attenzione delle istituzioni, che nel Rapporto emerge dalla proliferazione normativa censita in 116 atti legislativi a livello europeo, nazionale e regionale, segno di un indirizzo sempre più strutturato, soprattutto sul piano regionale.
“La mappatura dell’Osservatorio sul “Turismo Dop” - ha dichiarato Mauro Rosati, direttore Fondazione Qualivita - fotografa un settore in evoluzione, ancora in via di strutturazione, ma già capace di esprimere una vitalità diffusa sui territori. Si afferma con evidenza una logica di rete fondata su connessioni, sinergie e collaborazioni tra attori diversi. Nel solo 2025 si contano quasi 500 enti e associazioni locali coinvolti in attività di “Turismo Dop”, insieme a 367 Consorzi chiamati a interpretare pienamente le nuove funzioni loro attribuite. Il dato più interessante, sul piano sociologico e territoriale, è proprio questo: la nascita di comunità attive e di relazioni stabili, in cui soggetti pubblici e privati imparano a cooperare e a costruire una dimensione ibrida, dove promozione, tutela e sviluppo locale si rafforzano reciprocamente”.
“Nella scia del Regolamento Ue 2024/1143 - ha concluso Cesare Baldrighi, presidente Origin Italia - i Consorzi assumono un ruolo sempre più centrale nello sviluppo del “Turismo Dop”, coordinando attori diversi per garantire iniziative credibili e di qualità. I dati del Rapporto, che mostrano come 3 visitatori su 4 riconoscano nei Consorzi il garante dell’autenticità dell’esperienza, sono la migliore conferma di questo processo. Significativo anche l’impegno delle istituzioni, da quelle nazionali a quelle regionali, nella definizione di politiche e strumenti a sostegno del settore”.

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