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Sono passati 100 anni dal 1918, anno di nascita di Paolo Desana, il senatore piemontese che ha dato vita alle Doc italiane, e il Belpaese lo celebra con un annullo filatelico e una “chiacchierata” a Casale Monferrato per ricordare “il Padre della Doc”

Italia
Annullo filatelico speciale per celebrare i 100 anni dalla nascita di Paolo Desana, padre della prima legge sulle Doc del vino italiano

Sono passati 100 anni dal 1918, anno di nascita di Paolo Desana, il senatore piemontese che col decreto legge 930/1963 ha dato vita alle Doc italiane. E l’Italia lo celebra con un annullo filatelico realizzato dalle Poste Italiane, che riporta la sua figura stilizzata attorniata dall’iscrizione “Centenario nascita Paolo Desana promotore della “Doc””, il suo comune di origine (Casale) e la data, appunto, del centenario: 13.01.2018. La presentazione ufficiale il 13 gennaio, con una “chiacchierata” in suo ricordo: “Paolo Desana: il Padre della Doc, il politico, l’uomo”, a Casale Monferrato, a cui interverrà il figlio, Andrea Desana, presidente del Comitato della Doc, insieme a giornalisti e personaggi che gli sono stati vicini. Il bollo, nei giorni successivi, rimarrà custodito nell’Ufficio postale di Casale Centro ed a disposizione di collezionisti e appassionati di filatelia che da tutta Italia richiederanno di avere immagini e bollature dedicate, dopo di che verrà inoltrato al Museo storico di Poste Italiane a Roma.

Una celebrazione dovuta, quella a Paolo Desani, soprattutto grazie al fatto di aver instradato l’Italia enoica nel solco della qualità: oggi le Denominazioni italiane sono 525, divise fra 74 Docg, 333 Doc e 118 Igt. Proprio il Piemonte, una della Regioni più importanti dell’Italia enoica e del mondo, è anche la Regione più “generosa”, con le sue 17 Docg, altrettante Igt e 42 Doc. Forse troppe, tanto che lo stesso Andrea Desana aveva proposto non più tardi di 4 anni fa (all’indomani delle celebrazioni dei 50 anni dal decreto legge) una revisione del sistema delle denominazioni piemontesi (che avrebbe, ad esempio, ridotto le sue Denominazioni a 23). Revisione che in parte si è attuata con l’entrata in vigore del Testo Unico sul Vino, con una semplificazione delle comunicazioni e adempimenti a carico dei produttori legati alle certificazioni e ai controlli delle Do, ma che non ha avuto il coraggio di riorganizzarne quella numerosità distribuita lungo tutto lo Stivale.

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