Bianco, nero, marzuolo, scorzone, uncinato, da Alba alle Crete Senesi, da Acqualagna all’Umbria, agli altri territori vocati in Italia, il tartufo, nelle sue tante declinazioni, non è solo il prodotto più pregiato della terra, simbolo dell’eccellenza agroalimentare italiana e la cui “Cerca e cavatura” sono Patrimonio Immateriali dell’Umanità Unesco, ma è anche un motore di sviluppo per piccoli borghi, aree interne e turismo esperienziale. Con questo obiettivo il Ministero dell’Agricoltura e le Città del Tartufo hanno siglato, nei giorni scorsi a Roma, un protocollo d’intesa finalizzato alla valorizzazione del tartufo italiano, della sua filiera e delle tradizioni legate alla cerca e alla cavatura.
La firma è avvenuta nella Biblioteca della Camera dei Deputati “Nilde Iotti”, alla presenza del Questore della Camera dei Deputati Paolo Trancassini e del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra. A sottoscrivere l’accordo sono stati Teresa Nicolazzi, dg Ministero dell’Agricoltura, e Michele Boscagli, presidente Città del Tartufo, con 80 rappresentanti di 40 enti della rete delle Città del Tartufo.
Un’intesa che punta ad accrescere la conoscenza delle specie ammesse al consumo e al commercio e dei processi tradizionali di raccolta, riconosciuti come espressione identitaria dei territori. Tra gli impegni delle Città del Tartufo ci sono la promozione delle aree vocate alla produzione spontanea, la creazione di itinerari dedicati e l’organizzazione di iniziative come mostre-mercato e fiere. Il Ministero dell’Agricoltura lavorerà, invece, per rafforzare la valorizzazione del prodotto e dei luoghi di origine, sostenendo azioni capaci di contrastare lo spopolamento rurale, favorire la tutela delle aree interne e incentivare il turismo enogastronomico legato alle produzioni tipiche locali.
“Mi piace sottolineare - ha sottolineato il Questore della Camera Paolo Trancassini - l’attenzione che questo Ministero dà oltre gli stereotipi del mondo agricolo, anche a un prodotto come il tartufo. Sono certo che ci sarà molto dopo questa firma, non è certamente un evento solo di natura formale. Il tartufo è un’eccellenza, ma anche una risposta alla problematica delle aree interne che vanno messe in sicurezza e sono i luoghi in cui i nostri territori hanno mantenuto la loro identità. Il tartufo è una risposta per la valorizzazione di questo comparto, perché è eccellenza, economia, tradizione”.
“La valorizzazione del made in Italy agroalimentare - ha detto il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra - è un’autentica priorità per il Ministero dell’Agricoltura e per l’intero Governo Meloni. Fin dal giorno dell’insediamento al Ministero, il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e io ci siamo posti l’obiettivo di promuovere al meglio le nostre eccellenze agroalimentari e con il Protocollo che oggi abbiamo sottoscritto, insieme alle Città del Tartufo, miriamo proprio a mettere in campo la valorizzazione del tartufo e dei luoghi di origine dello stesso. Favorire la conoscenza e il consumo di tartufo è un ottimo strumento per occuparsi concretamente di un altro tema che ci sta a cuore, ossia arginare il fenomeno dello spopolamento delle zone rurali. Tutelare le aree interne e sviluppare il turismo enogastronomico, significa creare economia e occupazione e, quindi, vuol dire prendersi cura dell’ambiente, evitando i fenomeni derivanti dal dissesto idrogeologico, più frequenti dove l’uomo abbandona i territori. Ottime ragioni per condividere in maniera convinta questo percorso di valorizzazione del tartufo insieme alle Città del Tartufo”.
“È un evento molto importante - ha commentato il presidente delle Città del Tartufo Michele Boscagli - perché può far nascere una collaborazione fondamentale, con un Ministero così strategico, che ci auguriamo possa portare ad una promozione e a maggiore tutela e sviluppo del tartufo e del suo essere ambasciatore di eccellenza dell’Italia nel mondo, anche a seguito del riconoscimento Unesco della “Cerca e cavatura del tartufo” tra i Patrimoni Immateriali dell’Umanità Unesco. Nella valorizzazione del prodotto e nella promozione di un turismo sostenibile dei territori vocati non si può prescindere dai contenuti culturali e sociali che la filiera possiede. Infatti, l’Unesco, attraverso gli elementi del patrimonio vivente, promuove la salvaguardia della biodiversità con iniziative che ripristinano l’equilibrio tra uomo e natura; che conservano l’armonia degli ecosistemi terrestri e che siano capaci di divulgare tali valori e trasmetterli alle nuove generazioni”.
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