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Tra politica, business e social, Vinitaly 2018 è stata l’edizione più “internazionale” di sempre ... Che punta a crescere ancora, tra investimenti in infrastrutture, sull’estero e sullo sviluppo di Vinitaly and the City

Italia
Tra politica, business e social, Vinitaly 2018 è stata l’edizione più “internazionale” di sempre ...

Tra tanta politica, e tantissimo vino, tra degustazioni, seminari e business, si è chiusa l’edizione n. 52 di Vinitaly, evento più importante del vino del Belpaese, ma mai così tanto internazionale, per la soddisfazioni di tanti produttori italiani, che, ormai, vivono dei mercati di tutto il mondo. Su 128.000 visitatori da 143, 32.000 i buyer esteri accreditati a Verona, in crescita del 6% sul 2016, soprattutto dagli Stati Uniti (+11%), mercato n. 1 del vino italiano, e a cui è stata dedicata anche “Opera Wine”, l’anteprima di Vinitaly firmata da “Wine Spectator”, ma anche dal grande mercato del futuro, la Cina (+34%), e ancora dal Nord Europa (Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca, +17%) , dai Paesi Bassi (+15%), Polonia (+27%) e triplicati da Israele. Una crescita importante, anche grazie alla collaborazione dell’Ice (nel piano di promozione straordinaria del made in Italy, voluto dal Ministero dello Sviluppo Economico), con la “top 10” delle presenze straniere che vede al top i buyer Usa, seguiti da Germania, Regno Unito, Cina, Francia, Nord Europa, Canada, Russia, Giappone, Paesi Bassi insieme al Belgio. “Una presenza che testimonia il consolidamento del ruolo b2b di Vinitaly a livello internazionale”, ha sottolineato il presidente di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

Ma questo Vinitaly è stato è il più “internazionale” anche sul fronte dell’offerta, che ha visto grandissimi protagonisti, ovviamente, i vini di tutta Italia, in compagnia, però, di prodotti da 36 Paesi del mondo. Un respiro mondiale raccontato anche dai social, con le conversazioni attorno a #Vinitaly2018 che sono cresciute, sul 2017, con il 18% realizzate all’estero, secondo l’analisi dell’Osservatorio Qualivita Wine sui dati di Waypress Media Monitoring. Da cui emerge che, guardando all’hashtag #Vinitaly2018, c’è stato un boom in Cina, che da sola copre il 7% delle citazioni totali, segnale promettente per il futuro del vino italiano. Anche negli Usa si “cinguetta” tanto sulla fiera enoica italiana più importante del mondo, con gli States che hanno calamitato il 5,2% delle conversazioni. E sempre a proposito di social, canali sempre più influenti nella comunicazione, ma anche nel business del vino, arrivano a WineNews anche i primi dati aggregati dell’Osservatorio SocialMeter Analysis di Maxfone Italia, che monitorato, tra il 13 ed il 18 aprile, gli hashtag #Vinitaly e #Vinitaly2018 su Twitter ed Instagram. 28.186 i tweet, 8.675 gli utenti unici, 44.852 le foto condivise. E se il profilo più influente è stato quello ufficiale di Vinitaly, @VinitalyTasting, nella “top 10” (dove è anche @WineNewsIt, con la nostra redazione che ha seguito la fiera dallo spazio dell’Istituto Marchigiano Vini, ndr), figurano, tra gli altri, anche quelli di politici, come Matteo Salvini e Giorgia Meloni, tra i tanti protagonisti tra i padiglioni di Vinitaly, da Luigi di Maio a Maurizio Martina, alle istituzioni come il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, a quello del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Mentre le cantine più influenti in assoluto, secondo Social Meter, sono state Zonin e Pasqua.
Un racconto per parole ed immagini di una fiera che cresce, come cresce il suo “fuori salone”, come spiegato a WineNews dal presidente di Veronafiere, Maurizio Danese. “Abbiamo già pronti 16 milioni di euro da investire per migliorare ancora le infrastrutture, perchè vogliamo fornire un servizio sempre migliore ad espositori e visitatori. La differenziazione tra business in fiera e appassionati in città funziona, tanto che anche “Vinitaly and the City”, dai 35.000 partecipanti del 2017, è passato ai 60.000 del 2018, tra Verona, Bardolino, Valeggio sul Mincio e Soave, e quindi non è più una start-up, ma è diventato un format che è pronto per camminare sulle proprie gambe, già dalla prossima edizione. Ma guardiamo sempre di più anche all’internazionalizzazione. Con la nostra società Vpe, insieme a Fiera di Parma, abbiamo acquisito la maggioranza di Bellavita Expo, che organizza fiere in 8 Paesi del mondo, a settembre, come Veronafiere, saremo in Brasile per organizzare “Wine South America - Feira Internacional do Vinho”, nello stato del Rio Grande do Sul, che pensiamo possa diventare una sorta di Vinitaly del Sudamerica, dove manca una manifestazione del genere. E poi, ovviamente, anche attraverso la collaborazione con l’Ice, siamo sempre più attenti alla Cina, dove, lavorando con le cantine del Belpaese, vogliamo diventare la vera piattaforma del vino italiano in questo grande mercato”.

L’appuntamento per Vinitaly 2019, invece, sarà dal 7 al 10 aprile, come sempre a Verona.

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