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LA CURIOSITÀ

Tra promozione e spettacolo, vino e cucina di Langa sotto i riflettori degli Studios, a Hollywood

La “case history” andata in scena a Los Angeles, per “Barolo & Barbaresco World Opening”. Protagonisti i vini, guest star le cuoche delle Langhe

La promozione e la comunicazione del cibo e del vino sono importanti, e tanto più efficaci, quando escono dal contesto non secondario, ma spesso autoreferenziale, degli addetti ai lavori e dei super appassionati. Magari mescolandosi ad altri “temi” o linguaggi, come, per esempio, quello dello spettacolo, nelle sue diverse forme, puntando più sulla fascinazione e sull’emozione, accessibili a tutti, che sugli aspetti tecnici, riservati a pochi. Allargando, quindi, la platea e la portata del messaggio ad un pubblico più ampio possibile, anche quando si parla di prodotti di eccellenza e, a loro modo, almeno filosoficamente, di elitè. Ma che, per essere tali davvero, devono essere conosciuti e desiderabili dal grande pubblico. Come sono, nel vino, Barolo e Barbaresco, tra i vini più importanti del mondo e simbolo delle Langhe e d’Italia, che, insieme alla cucina tradizionale del territorio, per qualche ora, hanno rubato la luce della ribalta niente meno che a Hollywood, tempio mondiale del cinema, la settima arte, che oggi più che mai è “pop” per eccellenza.
Perchè nei giorni in cui si celebra “Barolo & Barbaresco World Opening” (28-29 aprile, a Los Angeles), affianco a grandi degustazioni e seminari per trade e stampa, il Consorzio del Barolo e del Barbaresco ha mandato in scena un piccolo “colossal” all’insegna del gusto: protagonisti Barolo e Barbaresco di 200 produttori, guest star quattro “cuciniere” langarole che, nei Paramount Pictures Studios a Hollywood, in cui si è scritta la storia del cinema mondiale, hanno preparato, “sul set”, live, all’insegna del “ciak: si cucina”, tajarin e agnolotti del “plin” tradizionalissimi, letteralmente da Oscar, regalando spettacolo per gli occhi e per il palato. E rubando la scena, per una notte, alle superstar del cinema mondiale. Senza effetti speciali, se non quelli del gusto nel piatto nel calice, con le grandi espressioni del Nebbiolo, e con tutta l’autenticità del made in Italy della buona tavola, che ha conquistato il mondo, a partire dagli Usa.
Raccontandosi, dunque, anche attraverso una promozione magari poco “purista”, ma capace di parlare a tante persone, che sono molte di più della ristretta nicchia degli addetti ai lavori, dei gourmet e dei wine lovers.
“Volevamo suscitare emozione, per portare qui, in questo luogo particolare, gli Studios, quello che siamo, la nostra cultura, enologica ed enogastronomica - spiega, a WineNews, dalla California, il presidente del Consorzio di Barolo e Barbaresco, Matteo Ascheri - abbiamo portato quattro cuciniere langarole a fare, dal vivo, agnolotti e tajarin, per raccontare la nostra realtà, e le produzioni che sono legate a storie uniche. Le nostre aziende sono spesso familiari, e questo volevamo raccontare. Hollywood e le Langhe non hanno niente in comune, ma i contrasti a volte esaltano le cose positive, e abbiamo scelto Los Angeles proprio per venire in un posto che fosse lontano anni luce non solo fisicamente, ma anche culturalmente, dalle Langhe. E il tema della serata non a caso è stato “Once upon a time in Langa”, dove abbiamo rappresentato la nostra tradizione”.

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