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ECONOMIA

Vino e spirits soffrono anche nel segmento del lusso: -3% nei primi 6 mesi 2023 per Lvmh

Moët Hennessy unica divisione in negativo di un bilancio complessivo (da 42 miliardi di euro) in crescita. Bene gli champagne, in difficoltà i cognac
LUSSO, LVMH, vino, Mondo
Vino e spirits soffrono anche nel segmento del lusso: -3% nei primi 6 mesi 2023 per Lvmh

Che il mercato del vino e degli spirits non sia particolarmente brillante, in questa prima parte di 2023, lo dicono tutti i dati, come quelli che abbiamo riportato nei giorni scorsi sulle esportazioni, sulla gdo italiana, e anche sui bilanci di alcune realtà di primo piano, come Masi Agricola, che abbiamo riportato nei giorni scorsi. A fare notizia, però, è anche il rallentamento del segmento del lusso, testimoniato dal bilancio sul primo semestre 2023 di un colosso come Lvmh, che attraverso la sua divisione “Wine & Spirits”, ovvero Moët Hennessy, che mette insieme alcuni dei brand più prestigiosi in Francia e nel mondo - da Clos Des Lambrays a Château d’Yquem, da Dom Pérignon a Ruinart, da Moët & Chandon a Veuve Clicquot, da Château Cheval Blanc a Krug, da Mercier a Chandon, da Cloudy Bay a Newton Vineyard, da Bodega Numanthia a Terrazas De Los Andes, da Ao Yun a Cheval Des Andes e Cape Mentelle - vede l’unico segno negativo in un bilancio complessivo decisamente in crescita, soprattutto grazie a moda, cosmetica e gioielli. Se nel complesso il gruppo ha mosso un giro d’affari di 42,2 miliardi di euro, con una crescita organica del 17% (di cui la metà imputabile al segmento Fashion & Leather Goods, con 21,1 miliardi di euro, a +20%), il settore “Wine & Spirits” ha fatto -3%, a 3,1 miliardi di euro (performance che segue il trend già segnalato nei primi 3 mesi 2023, per altro, con Lvmh che, nel complesso, cresceva del 17% sul 2022, e la divisione vino e alcolici appena a +3%). Un dato, quello “nel calice”, nella prima metà dell’anno, che va letto anche alla luce di una prima metà del 2022 particolarmente forte. In ogni caso, spiega Lvmh, non tutto ha avuto lo stesso andamento. “L’utile delle operazioni ricorrenti è diminuito del 9%. La divisione Champagne ha registrato un aumento dei ricavi nel semestre, grazie alla sua strategia basata sul valore. Il cognac Hennessy ha risentito del contesto economico degli Stati Uniti e del livello di scorte ancora elevato dei suoi rivenditori. Tra i vini rosati provenzali, Lvmh ha acquisito il prestigioso dominio leader mondiale Minuty e Château d’Esclans, ed ha intensificato la sua espansione internazionale. La cantina Joseph Phelps, una delle proprietà vinicole più rinomate della Napa Valley, in California, è stato incluso per la prima volta nei conti del primo semestre. Il whisky Glenmorangie e la vodka Belvedere hanno continuato a registrare un forte impulso all’innovazione”, commenta il gruppo guidato da Bernard Arnault. Che guardando alla seconda metà 2023, aggiunge: “in un contesto geopolitico ed economico incerto, il gruppo manterrà una strategia incentrata sul continuo rafforzamento della desiderabilità dei suoi marchi, puntando sull’eccezionale qualità dei suoi prodotti e sull’eccellenza della loro distribuzione. La nostra strategia di concentrarsi sulla massima qualità in tutte le nostre attività, unita all’energia e alla creatività senza pari dei nostri team, ci permetterà di rafforzare ancora una volta la posizione di leadership globale di Lvmh, nel settore dei beni di lusso nel 2023”.

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