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Vino & territorio, parte la “Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino”, nata per volontà del Consorzio, per investire in progetti sociali e culturali sul territorio. Finanziata con contributi volontari, ma “agganciati” agli ettari di vigneto

Italia
Il presidente della Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci con il fondatore di Slow Food Carlo Petrini

Un contributo volontario, ma agganciato alla proprietà di ettari iscritti a Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino: inizia, con questo passo, l’attività della “Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino”, espressione del Consorzio del famoso vino toscano, e voluta fortemente dai produttori del territorio (ma aperta anche ai contributi esterni di altre attività economiche), la cui missione è quella di reinvestire a Montalcino parte dei profitti ottenuti dalla produzione e dalla vendita del Brunello, per sostenere finanziariamente progetti di sviluppo del territorio su diversi fronti: dal turismo al recupero e restauro di beni artistici e culturali ma anche nel campo del sociale e dell’integrazione.
La Fondazione è nata, in realtà, un paio di anni fa, ma diventata operativa solo in questi giorni, e che, come primo passo, ha stabilito i criteri per la contribuzione: “si inizia - si legge in una nota della Fondazione - dai soci fondatori, cioè tutti coloro che sono iscritti all’Albo del Consorzio del Brunello (226)  che contribuiranno con 50 euro per ogni ettaro di Brunello (complessivamente sono 2.100 ettari) e 20 euro per ogni ettaro di Rosso di Montalcino (550 ettari), cui si aggiunge un contributo ad azienda di 500 euro. Secondo le prime stime si va da un importo minimo di 68.700 euro se aderisse il 30% dei fondatori, che sale a 114.000 se aderisse il 50%, a 137.000 nel caso del 70% fino ad un massimo di 229.000 euro se aderissero tutti”.


Contributi che, come detto, saranno volontari, ai quali si possono aggiungere quelli dei “soci sostenitori”, semplici cittadini (persone fisiche) e titolari di partita iva, che possono contribuire con un minimo di 500 euro se residenti e di 2.000 euro se non residenti, mentre su progetti specifici si potranno fare elargizioni facoltative liberali.
Non è una novità assoluta, perchè la strada di una Fondazione di un Consorzio del Vino, è già stata sperimentata in passato, come nel caso del Consorzio del Chianti Classico che, nel 1991, ha lanciato una sua Fondazione, per la tutela del territorio e valorizzazione dei suoi beni artistici, culturali e ambientali, ma di certo un passo potenzialmente importante in uno dei territori del vino più prestigiosi d’Italia. “Crediamo che sia una grande opportunità per prenderci cura del nostro territorio - ha detto il presidente della Fondazione Fabrizio Bindocci, che è anche dg della Tenuta Il Poggione di Montalcino, una delle cantine di riferimento del territorio di Montalcino - è un gesto di solidarietà e rispetto attraverso cui vogliamo restituire al territorio parte di quello che ci ha dato e che continua a darci. Data l’importanza di questo progetto sono sicuro che la partecipazione sarà molto elevata: sarebbe un segnale forte non solo verso il territorio ma ci porrebbe come modello di riferimento per le altre denominazioni e più in generale nel mondo delle imprese. Ci tengo, inoltre, a ribadire che i contributi non saranno distribuiti a pioggia ma, di anno in anno, mirati su progetti e idee concrete e ben delineate. Ci faremo aiutare da un Comitato Tecnico-Scientifico di cui faranno parte personaggi di rilievo, non solo di Montalcino, che avrà il preciso compito di esaminare i progetti, che siano fattibili e di interesse, per poter gestire i fondi in modo oculato. L’obiettivo primario è di investire sul sociale, ma anche sulla scuola, senza dimenticarci della cultura e della ricerca: è un modello innovativo perché il valore aggiunto creato da Brunello rimane sul territorio e lo fa crescere”.
La Fondazione, pur essendo espressione del Consorzio, avrà una gestione autonoma, e vede nel board anche il Sindaco di Montalcino, in veste istituzionale e non politica, per una “migliore comprensione di quali siano ambiti e progetti che necessitano di maggiore intervento, rappresentando al contempo il necessario trait d’union per la valorizzazione di tutte le eccellenze produttive del nostro territorio”. Patrizio Cencioni, Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, spiega che “la costituzione della Fondazione rafforza il nuovo ruolo dei Consorzi che da ente di tutela stanno diventando attori insostituibili della crescita e promozione. Noi crediamo nel ruolo del Consorzio come forza economica che deve essere parte attiva dello sviluppo del territorio, territorio che nel suo complesso è uno dei grandi elementi che danno valore al Brunello di Montalcino e lo rendono unico, così come il Brunello continua a rendere importante Montalcino nel mondo”.
Il cda della “Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino” è composto da Fabrizio Bindocci (presidente), Remo Grassi (vice presidente), Silvio Franceschelli (Sindaco di Montalcino), Andrea Cortonesi, Patrizio Cencioni (Presidente del Consorzio del Brunello), Manuele Bartolommei e, in qualità di Responsabile del Comitato Tecnico-Scientifico, Bernardo Losappio.

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