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LO STUDIO

Weekend aperti, pubblico giovane e sempre più esperienze da proporre: la crescita dell’enoturismo

Report by Divinea: fatturato a +11%, visitatori disposti a spendere di più. Italia in testa alle visite davanti agli Usa. Bene la destagionalizzazione
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L’enoturismo è un fenomeno in crescita, gli atout della ricerca Divinea

Un fatturato in crescita dell’11%, anche se con un numero medio di visitatori in cantina in calo del 6%, frutto comunque di una concorrenza in costante aumento; uno scontrino per prenotazione che si fa sempre più “pesante” (109 euro, +18% sul 2022), la “destagionalizzazione” che sta crescendo (così come le offerte proposte ed i clienti “affezionati”) con le visite che vanno sempre più “forte”, grazie alle disponibilità ad aprire nei weekend con il wine-lovers sempre più desideroso di esperienze ricorrenti (96,5%) piuttosto che di partecipare ad eventi (3,5%), utili comunque per mitigare l’impatto della stagionalità. E poi i giovani, sono loro i più “curiosi” ed interessati a far visita alle cantine e questo lascia ben sperare per il futuro del settore. Appaiono, pertanto, in salute i numeri dell’enoturismo italiano, come si evince dai dati pubblicati nel “Report Enoturismo e Vendite Direct-to-Consumer 2024”, realizzato dall’impresa tecnologica Divinea con l’intento di supportare le imprese del settore vitivinicolo e gli esperti del settore per cogliere le opportunità legate alla vendita diretta e all’enoturismo, attraverso un’analisi dei dati. Un documento che ha coinvolto anche, nella sua parte conclusiva, l’Università Cattolica di Milano con una ricerca in materia di sostenibilità.
D’altronde che l’enoturismo sia un motore economico imprescindibile per le cantine lo avevano sottolineato, a WineNews, Denis Pantini e Roberta Gabrielli di Nomisma Wine Monitor : “il turismo in cantina è una leva di sviluppo trasversale per grandi e piccole cantine. Soprattutto nel caso delle aziende di minori dimensioni, può arrivare a rappresentare più del 20% del fatturato, ed è un attrattore diretto, ma anche un canale di valorizzazione indiretto, del turismo in Italia. Non solo degustazioni: crescono la “vendemmia turistica”, i pic nic in vigna o in cantina, e ovviamente la vendita diretta favorita dall’esperienza stessa. E funziona benissimo anche il mix con sport e benessere”.
Tornando allo studio di Divinea, il 2023 ha segnato un cambio di marcia per l’enoturismo in Italia: le esperienze si sono diversificate e le aziende attrezzate per accogliere i visitatori anche nel weekend (nel 2023, +30% quelle visitabili di sabato). Non sorprende, pertanto, che il fatturato nato dai servizi enoturistici sia cresciuto dell’11%. I dati del “Report Enoturismo e Vendite Direct-to-Consumer 2024” sono stati raccolti in modo anonimo grazie alle 350 cantine clienti che utilizzano “Wine Suite”, il Software Crm e Marketing sviluppato da Divinea, e analizzati insieme ai dati delle vendite da divinea.com e le metriche di Google Analytics relativi alle esperienze enoturistiche prenotate su divinea.com nel 2023. Un anno in cui l’offerta enoturistica italiana è cambiata rapidamente e le aziende vitivinicole hanno mediamente proposto 6 diverse esperienze o eventi (erano 4,7 le proposte enoturistiche in media durante il 2022). Cambiano anche i giorni di apertura e salgono al 78,1% le aziende visitabili di sabato, ovvero quasi +30% rispetto al 60,3% dell’anno precedente mentre il 54,2% delle cantine si sono attrezzate per accogliere visitatori anche la domenica. Per le fasce orarie, gli slot delle ore 11 e delle ore 15 restano i più popolari, anche se queste preferenze variano significativamente a seconda delle diverse aree vinicole: per esempio, nella zona Docg del Prosecco, oltre il 30% delle visite si svolge alle 10, mentre in Puglia più di un terzo delle visite avviene nel pomeriggio, alle 16. Sono due i fattori che incoraggiano le visite in cantina tutto l’anno. Da una parte, le temperature più miti in autunno e inverno, e, dall’altra, un numero crescente di aziende che hanno sviluppato offerte stagionali mirate. I dati confermano questo trend: tra marzo, aprile, novembre e dicembre si sono registrate più del 25% del totale delle visite (+4% rispetto al 21% dello scorso anno). Una statistica che conferma un cambiamento della stagionalità dell’enoturismo che storicamente si è sempre focalizzato nei mesi che vanno da maggio ad ottobre.
Altro dato interessante, e che va in controtendenza sul trend che vede le nuove generazioni bere sempre meno, riguarda le visite in cantina che attraggono sempre più giovani in azienda. A conferma di questo il fatto che il 43,8% di chi ha prenotato un’esperienza in cantina nel 2023 abbia tra i 25 e i 34 anni. A seguire troviamo la fascia 35-44 e 45-54 rispettivamente con il 23,1% e 15,3% che spesso sono famiglie. Per la nazionalità di provenienza dei visitatori sia fortemente variabile in funzione dei diversi territori vinicoli, nel complesso due terzi dei visitatori in cantina sono italiani e il 10% provengono dagli Stati Uniti. Gli stranieri europei rappresentano il 20% con Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Regno Unito che insieme si prendono la maggioranza e che, in generale, sono un pubblico particolarmente apprezzato visto che viaggiano spesso in auto e tendono ad acquistare quantitativi di vino ben più alti della media. I dati del report evidenziano come una strategia ben implementata verso il consumatore finale possa non solo portare ad una crescita significativa delle vendite dirette, ma anche ad un incremento, fino al raddoppio, dei margini di vendita delle cantine.
Per il tema delle vendite dirette in cantina, il 76,5% dei visitatori effettua acquisti dopo un’esperienza, altro dato in crescita. Inoltre, lo scontrino medio di un ordine effettuato nel punto vendita in azienda è di 140 euro, +19% sul 2022. Le vendite online non sono da meno, segnalando un incremento del 30% nel valore medio degli ordini eCommerce, che salgono da 141 euro del 2022 a 184 euro del 2023. “La nostra indagine, radicata in un'analisi approfondita dei dati, evidenzia - afferma Roberto Villa, Cmo ed esperto digitale Divinea - come l’investimento in relazioni significative con i clienti durante le esperienze in cantina si traduca in un vantaggio tangibile: la possibilità di generare valore continuo e di incrementare le vendite dirette di prodotti e servizi nel tempo. In quest’ottica, l’enoturismo non è soltanto un’esperienza, ma diventa un pilastro strategico per il successo e la crescita economica delle aziende vinicole”.

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