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CAMBIAMENTO CLIMATICO

Weekend da bollino rosso? Sarà tutta l’estate così, mettendo in emergenza continua l’agricoltura

Caldo anomalo per l’anticlone africano, Forti precipitazioni per El Niño: senza prevenzione, già colpiti riso, pascoli, cereali, ortofrutta e latte
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Estate da bollino rosso per l’agricoltura

Dalla Spagna, dove un devastante incendio ha bruciato i boschi dell’Andalusia, alla Francia, dove sono andati in fumo 800 ettari della foresta di Fontainebleau, a Sud-Est di Parigi, all’Italia, dove, dopo che le fiamme hanno distrutto 700.000 alberi in Val Sesia e Val d’Ossola in Piemonte, tra le regioni più colpite ora ci sono la Sicilia e la Sardegna, con temperature che potrebbero toccare 42 gradi, gli effetti dell’anticlone africano si fanno sentire, sull’ambiente e sull’agricoltura europei, vino compreso (con la filiera francese che ha chiesto al Governo di non pubblicare le stime di vendemmia in agosto perché lo scenario può rapidamente cambiare, e WineNews che ne ha analizzato con gli esperti italiani gli effetti nei vigneti italiani). Ma non è più solo una questione di “weekend da bollino rosso”, sarà così tutta l’estate che vedrà ondate anomale di caldo torrido e temperature sopra la media - 7-8 gradi in Italia - alternate, secondo le previsioni dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), ad intense precipitazioni per l’intensificarsi di El Niño, il fenomeno climatico ricorrente che ha ufficialmente preso il via.
Gli effetti del cambiamento climatico, secondo il bollettino Coldiretti, aggravano l’emergenza nelle campagne italiane, dove caldo e siccità stanno già compromettendo raccolti e allevamenti. Per questo l’organizzazione agricola chiede un’accelerazione degli interventi per garantire la disponibilità di acqua a partire dai piani invasi con sistemi di pompaggio e sostenere le imprese agricole, sempre più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici.
In particolare, le prime conseguenze si registrano nelle risaie italiane, dove il deficit idrico e il caldo anomalo stanno mettendo a rischio la produzione. Se la situazione dovesse protrarsi, si teme un calo del raccolto fino al 30%, come già accaduto nel 2022. Ma l’emergenza interessa anche i pascoli, dove in alcune aree si prevedono cali della produzione dei foraggi a doppia cifra. Soffrono, inoltre, mais, pomodoro, ortaggi e frutta, con le colture maggiormente esposte ai danni provocati dalle alte temperature e dalle scottature. Il caldo record pesa, poi, anche sugli allevamenti: lo stress termico ha già determinato un calo della produzione di latte fino al 20%, mentre aumenta il fabbisogno energetico delle aziende.
Il tutto, mentre i costi energetici negli allevamenti sono cresciuti del 30% per mantenere in funzione impianti frigoriferi, ventilatori, nebulizzatori e sistemi di raffrescamento indispensabili per il benessere degli animali. Anche le imprese cerealicole e ortofrutticole devono fare i conti con l’aumento delle spese per l’irrigazione. La siccità determina un incremento dei costi compreso tra il 20% e il 25%, tra maggior consumo di acqua e gasolio necessario ad alimentare gli impianti.
Per questo, conclude Coldiretti, è indispensabile passare dall’emergenza alla prevenzione, accelerando gli investimenti nelle infrastrutture idriche e mettendo in campo misure di sostegno per salvaguardare il reddito delle imprese agricole e la sicurezza alimentare del Paese.

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