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LA COVER STORY DI APRILE 2026

“Wine Spectator” dedica la copertina alla nuova generazione dei “rampolli” del vino italiano

Il prestigioso magazine Usa racconta 12 grandi famiglie che stanno guidando il passaggio di testimone verso il futuro dell’enologia italiana
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La copertina di “Wine Spectator” di Aprile 2026

Da Gaja, icona del vino italiano nel mondo, a Bruno Rocca, storica cantina del Barbaresco e delle Langhe, da Elena Walch, simbolo dell’Alto Adige del vino di alta qualità, a Marco Felluga, tra le realtà di riferimento del Collio friulano, da Villa Sandi, tra le griffe artefici del successo del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, a Castello di Ama, tra le aziende più ammirate del Chianti Classico, da Fontodi, tra i top brand del Gallo Nero, a Casanova di Neri, tra i marchi più quotati del Brunello di Montalcino, da Fattoria Le Pupille, protagonista dell’ascesa della Maremma del vino, a Masciarelli, la cantina che ha fatto conoscere l’Abruzzo del vino, da D’Angelo, che rappresenta la storia dell’Aglianico del Vulture, a Donnafugata, tra le artefici del “rinascimento” della Sicilia del vino: ecco le 12 grandi famiglie che stanno guidando il passaggio di testimone verso il futuro dell’enologia italiana, protagoniste della cover story del magazine Usa “Wine Spectator”, tra le riviste di vino più autorevoli e influenti al mondo, che dedica alla nuova generazione di “rampolli” del vino italiano la copertina del numero di Aprile 2026, che viene diffuso nel mondo quando ci sarà anche Vinitaly (Verona, 12-15 aprile).
La nuova copertina di “Wine Spectator” introduce la cover story “Italy’s Next Generation” che racconta 12 cantine-simbolo del vino italiano contemporaneo, realtà che uniscono tradizione, identità territoriale e visione moderna. Il magazine americano spiega, così, il momento di transizione che sta vivendo il vino italiano, tra continuità familiare e rinnovata visione imprenditoriale. Nel solco della tradizione e dell’identità territoriale, le nuove generazioni interpretano il futuro con una crescente attenzione alla sostenibilità, alla responsabilità ambientale e a un posizionamento sempre più consapevole sui mercati internazionali.
E se per Gaja non è la prima volta in copertina - con Angelo Gaja che vanta il primato assoluto come primo produttore italiano finito in copertina sul magazine (nel lontano 1985, poi nel 2011 e nell’aprile 2024), seguito da Piero Antinori (con tre copertine, nel 1994, con le figlie Albiera, Allegra e Alessia nel 2015, e l’ultima, nell’aprile 2025), mentre negli anni in “prima pagina” vi sono finiti anche Oscar Farinetti, patron di Fontanafredda (nel 2013), Lodovico Antinori (nel 2016), Marilisa Allegrini (nel 2017) e Nicolò e Priscilla Incisa della Rocchetta con la Tenuta San Guido ed il Sassicaia (nel 2018) - per la prima volta nella cover story c’è una cantina dell’Alto Adige. “Essere scelti da “Wine Spectator” per rappresentare la nuova generazione del vino italiano è per noi un immenso onore - dicono Julia e Karoline Walch - questo riconoscimento è il risultato di un percorso costruito nel tempo, fondato sulla visione di nostra madre Elena e sulla volontà di portare avanti l’identità del territorio dell’Alto Adige con uno sguardo sempre rivolto al futuro”. All’interno di “Italy’s Next Generation”, un approfondimento dedicato a Elena Walch, l’architetto milanese con radici altoatesine che ha saputo trasformare la propria visione in una delle realtà più rappresentative del vino italiano, racconta la storia dell’azienda e il percorso di Julia e Karoline Walch, oggi alla guida dell’azienda di famiglia, raccogliendone l’eredità, coniugando rispetto per la tradizione, attenzione alla sostenibilità e costante ricerca. Formazione internazionale, attenzione alla sostenibilità e valorizzazione dei vigneti storici - come Vigna Kastelaz e Castel Ringberg - insieme ai vigneti di alta quota sono, infatti, tra i temi centrali evidenziati nell’articolo e raccontano come la nuova generazione stia interpretando il futuro del vino italiano.
Una tradizione, ormai, quella di “Wine Spectator” di mettere l’Italia del vino in copertina, aspettando Vinitaly, l’evento di riferimento del vino italiano che sarà di scena a Veronafiere, a Verona dal 12 al 15 aprile. Ed è proprio in occasione di Vinitaly che, sempre come ormai da tradizione, “Wine Spectator” firma per Veronafiere “Opera Wine”, la grande degustazione prologo di Vinitaly (Gallerie Mercatali, 11 aprile), con 150 cantine che raccontano l’Italia del vino secondo il magazine americano. Ma che, soprattutto, celebra il vino italiano come “wine dream” per eccellenza degli americani, che vede gli Usa come primo mercato all’export, confermando una passione che scenari geopolitici mondiali complicati possono rallentare, ma non certo scalfire, e che riguarda, evidentemente, anche la critica enoica: nell’ultima “Top 100” 2025 di “Wine Spectator” sono presenti ben 20 etichette, con il Barbaresco 2021 dei Produttori del Barbaresco alla posizione n. 7 e il Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione 2021 del Castello di Ama alla n. 9 in “Top 10”, e con la Toscana con più vini, grazie proprio al Chianti Classico che è la denominazione italiana presente con più etichette, seguita da Piemonte, Veneto, Lazio, Liguria, Sicilia, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Campania.

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