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BUROCRAZIA MONSTRE

Caos stoccaggio: il tempo scade e mancano i controlli, senza i quali non si può sbloccare il vino

La denuncia di Confagricoltura Siena (ma vale per tutta Italia). E, senza i controlli obbligatori, non arrivano neanche i contributi previsti
BUROCRAZIA, STOCCAGGIO, vino, Italia
Stoccaggio: il tempo scade e mancano i controlli, senza i quali non si può sbloccare vino

Dopo aver visto per mesi un mercato fermo o molto rallentato a causa della ristorazione chiusa per le misure anti-Covid, il colmo per un produttore di vino, ora, sarebbe non poter rispondere agli ordini che arrivano perchè delle inefficienze del sistema dei controlli tengono bloccato il prodotto stoccato. A meno di non decidere di mettere in commercio lo stesso il vino, ma così perdere i contributi promessi per aiutare le imprese in crisi di liquidità (ma non ancora erogati) a stoccare gli stessi vini per non svenderli durante i mesi più difficili dei vari lockdonw. Eppure, di questi tempi, succede anche questo. La denuncia arriva da Confagricoltura Siena, ma il problema è di portata nazionale. Perchè come già riportato da WineNews, a fine di maggio, ci sono ritardi enormi sui controlli necessari tanto ad erogare i contributi (9,5 milioni di euro il plafond complessivo) quanto a consentire ai produttori di mettere in commercio il vino, alla vigilia del termine ultimo previsto per lo stoccaggio obbligatorio di 6 mesi sancito dal decreto ministeriale di novembre scorso. D’altronde, il decreto di nomina dell’autorità incaricata dei controlli, che doveva essere emanato entro 2 mesi dal “decreto stoccaggio” (di maggio 2020, poi convertito in legge ad ottobre 2020), è arrivato solo il 22 giugno 2021.
Nella sola provincia di Siena (dove insistono denominazioni come il Chianti Classico, il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Nobile di Montepulciano e la Vernaccia di San Gimignano, per esempio), “oltre 46.000 ettolitri di vini pregiati di 67 aziende della Provincia di Siena e per un valore superiore agli 8 milioni di euro bloccati in cantina a causa delle inadempienze sui controlli da parte del Ministero delle Politiche Agricole, a seguito del decreto del 26 novembre scorso, sullo stoccaggio privato dei vini di qualità”.
“Purtroppo ad oggi i produttori non possono sbloccare il vino in quanto non sono stati effettuati i controlli obbligatori previsti dalla normativa seppur il periodo di stoccaggio stia volgendo al termine - spiega il direttore Confagricoltura Siena, Gianluca Cavicchioli - e oltre al danno la beffa: numerosi imprenditori hanno contratti firmati con acquirenti per la consegna del prodotto e tutto questo a poche settimane dall’inizio della nuova vendemmia. Il Decreto Ministeriale del 26 novembre 2020 inerente alla misura dello stoccaggio privato per i vini di qualità per l’anno 2020 prevede lo svolgimento di controlli finali per la chiusura dello stoccaggio. L’articolo 4 comma 3 dispone prevede, infatti, che l’organismo di controllo effettui “presso gli stabilimenti dei produttori, i controlli finali di chiusura dello stoccaggio redigendo apposito verbale”. In assenza di questi verbali Agea non provvederà al pagamento dell’aiuto e allo svincolo delle garanzie fideiussorie. Invitiamo il Ministero ad individuare quanto prima una procedura snella per accelerare i controlli al fine di svincolare il vino in tempi rapidi. Quanto sta accadendo è inammissibile - conclude Cavicchioli - i nostri produttori non possono combattere contro la pandemia e, insieme, contro burocrazia e malagestione; speriamo che questa spiacevole e dannosa vicenda possa servire da monito per il decreto stoccaggio vino per l’annualità 2021”.

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