Come da attese, considerato che l’avvio del 2025 era stato caratterizzato da una corsa alle scorte di prodotti made in Italy in vista dei dazi Usa, ma anche un quadro geopolitico che negli ultimi mesi si è complicato ancora di più, l’avvio di 2026 non è stato positivo per le esporazioni made in Italy. E se i dati di gennaio 2026, in dettaglio, si conosceranno il 17 aprile, dalla nota Istat sul commercio con l’estero e prezzi all’import, emerge che se il made in Italy nel complesso vede un calo del -4,6% a gennaio 2026 sullo stesso mese 2025, l’agroalimentare fa -7,7%, dato su cui pesa in maniera particolare il -26,4% del comparto negli Usa. Dati che confermano tutta la complessità del periodo, come sottolinea nel suo commento il presidente Ita-Italian Trade Agency, Matteo Zoppas.
“Dopo la crescita registrata nel 2025 (+3,3%), l’export italiano a gennaio 2026 cala del 4,6% rispetto a gennaio 2025. La contrazione interessa entrambe le aree: il calo è più marcato verso i mercati extra europei (-5,5%) rispetto a quelli Ue (-3,9%). A livello settoriale, sempre a gennaio 2026 rispetto a gennaio 2025 - spiega Zoppas - pesano in modo significativo la forte riduzione dell’export di coke e prodotti petroliferi raffinati (-38,2%), la flessione della meccanica (-7,3%) e il calo dell’agroalimentare (-7,7%). Continuano a sostenere le vendite all’estero i metalli e prodotti in metallo (+17,1%) e la farmaceutica (+5,9%), confermando la capacità di alcuni comparti di reagire anche in una fase ciclica complessa”.
Ancora, spiega Ita, “calano i principali mercati di sbocco, tra cui Stati Uniti (-6,7%) - interessati in particolare da una contrazione dell’agroalimentare del -26,4% - Germania (-4,8%), Francia (-7,5%) e Regno Unito (-12,3%). Si confermano segnali positivi da mercati come Svizzera (+15,5%) e Cina (+14,6%), oltre ad altri partner europei come l’Austria (+5,1%)”.
Un elemento positivo arriva dalla riduzione del deficit energetico, che a gennaio 2026 scende a 3,5 miliardi di euro rispetto ai 4,7 miliardi di un anno prima, contribuendo a migliorare il quadro complessivo della bilancia commerciale. Un risultato che si inserisce in un contesto di progressivo rafforzamento della sicurezza energetica e di attenzione alla diversificazione delle fonti.
“A gennaio 2026 rispetto a dicembre 2025 calano le vendite di beni strumentali (-3,4%) ed energia (-8,3%), compensate dalle vendite di beni di consumo (+1,7%) e beni intermedi (+1,6%), con il risultato complessivo di quasi stazionarietà (-0,1% a gennaio 2026 rispetto a dicembre 2025). In questo scenario - conclude Zoppas - diventa ancora più importante rafforzare la presenza delle imprese italiane nei mercati ad alto potenziale individuati dal Piano d’azione per l’export promosso dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministro Antonio Tajani. Ita continuerà a sostenere le imprese - in particolare le Pmi - attraverso attività di promozione, sviluppo di reti commerciali e iniziative di business matching, per trasformare queste opportunità in risultati concreti”.
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