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Per le feste di fine anno cresce anche la spesa per il pesce, con un giro d’affari che sfiorerà il miliardo di euro. A dirlo la Coldiretti Impresa Pesca. Sarà preferito il pesce italiano: i consigli per sceglierlo fresco e evitare gli inganni

Per le feste di fine anno cresce anche la spesa per il pesce, con un giro d’affari che sfiorerà il miliardo di euro. A dirlo la Coldiretti Impresa Pesca, secondo cui si spenderanno 950 milioni di euro, +5% sul 2016, con il giorno della Vigilia di Natale che farà registrare il picco di consumo nell’anno.
“Sulle tavole è forte la presenza del pesce locale a partire dalle alici e dalle vongole grazie alle condizioni meteorologiche che hanno favorito la pesca con ampia disponibilità nei mercati ittici e un buon rapporto prezzo /qualità. Sogliole, triglie, seppie di produzione nazionali saranno prevalenti ma - sottolinea Coldiretti Impresa pesca - il 62% degli italiani assaggerà il salmone arrivato dall’estero, appena l’11% si permetterà le ostriche e la stessa percentuale il caviale, spesso di produzione nazionale”.

Ovviamente, non mancano i consigli per difendersi da errori e inganni al momento dell’acquisto.
“Per non cadere nelle trappole del mercato in una situazione in cui 3 pesci in vendita su quattro provengono dall’estero, il consiglio della Coldiretti è di guardare l’etichetta sul bancone dove deve essere specificato il metodo di produzione (“pescato”, “pescato in acque dolci”, “allevato”), il tipo di attrezzo oggetto della cattura e la zona di cattura o di produzione (Mar Adriatico, Mar Ionio, Sardegna, anche attraverso un disegno o una mappa).
Per il pesce congelato c’è l’obbligo di indicare la data di congelamento e nel caso di prodotti ittici congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”. Per garantirsi la qualità il pesce fresco - ricorda la Coldiretti - deve avere inoltre una carne dalla consistenza soda ed elastica, le branchie di colore rosso o rosato e umide e gli occhi non secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole. Infine, meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne mentre, per molluschi e mitili è essenziale che il guscio sia chiuso”.
Il settore della pesca e acquacoltura vede impegnate - precisa ImpresaPesca Coldiretti - circa 12.000 imbarcazioni mentre la top10 delle produzioni è guidata dalle alici, seguite da vongole, sardine, naselli, gamberi bianchi, seppie, pannocchie, triglie, pesce spada, gallinelle e sugarelli. La classifica delle produzioni per volume di fatturato vede invece primeggiare il nasello, davanti ad alici, triglie di fondale, seppie, gamberi bianchi, scampi, pesce spada, gamberi rossi, vongole, pannocchie e sogliole.

Focus - I segreti per scegliere il pesce fresco secondo Coldiretti

- acquistarlo, laddove possibile, direttamente dal produttore che garantisce la freschezza del pescato.

- verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca.
- verificare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole.
- per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso.
- meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne.

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