Stop al lavoro e semaforo verde per la Cassa Integrazione quando le temperature si fanno particolarmente bollenti. Il Consiglio dei Ministri, nella giornata di ieri, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e dove ha trovato spazio anche una conferma per i lavoratori del comparto agricolo: “il decreto - si legge nella nota stampa del Consiglio dei Ministri - reintroduce norme già vigenti negli scorsi anni, sulla possibilità per alcuni operatori economici di sospendere o ridurre l’attività lavorativa, con conseguente accesso in deroga al trattamento di cassa integrazione, a causa di eccezionali ondate di calore”.
L’Italia è alle prese con il grande caldo e varie regioni del Belpaese hanno già emesso ordinanze ad hoc anche per tutelare i lavoratori che operano all’aria aperta e quindi con divieto di svolgimento dell’attività dalle ore 12.30 alle 16 quando il rischio è alto. “Con mezzo milione di lavoratori impegnati nelle campagne estive di raccolta di frutta, verdura e cereali, la possibilità dell’accesso in deroga al trattamento di cassa integrazione in caso di sospensione dell’attività per il caldo risponde alle nostre richieste per tutelare la salute degli addetti e salvaguardare al contempo le coltivazioni”.
Ad affermarlo è Coldiretti per l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto Infrastrutture. In concomitanza con l’entrata in vigore delle ordinanze nelle varie regioni, Coldiretti aveva già diramato indicazioni alle aziende associate. Oltre che nelle città, con 15 capoluoghi oggi da bollino rosso, il caldo record si fa sentire, infatti, anche nelle campagne e le disposizioni “vanno dal mettere a disposizione dei lavoratori adeguate scorte di acqua e aree ombreggiate per le pause, fino all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale come cappelli, indumenti leggeri e traspiranti contro l’esposizione ai raggi solari”. “Inoltre particolare attenzione viene riservata all’organizzazione dei turni di lavoro, con la sospensione o la riduzione delle attività più pesanti nelle ore centrali della giornata, quando le temperature raggiungono i livelli più elevati, privilegiando invece le fasce orarie più fresche del mattino, della sera o, dove necessario, il lavoro notturno”.
Tra la fine di giugno e il mese di settembre, arriva, infatti, a maturazione la gran parte della frutta e della verdura italiana, oltre ai cereali, rendendo indispensabili le operazioni di raccolta. Attività che, ricorda Coldiretti, “non possono essere interrotte per lunghi periodi senza compromettere la qualità e la disponibilità dei prodotti, con il rischio di perdite economiche per le aziende agricole e di ripercussioni sugli approvvigionamenti lungo tutta la filiera alimentare fino agli scaffali dei supermercati. Per questo è fondamentale conciliare la tutela della salute dei lavoratori con la necessità di garantire la continuità delle produzioni agricole in una fase cruciale della stagione”. Oltre ad incidere su lavoratori e raccolti, “il caldo record sta facendo anche salire alle stelle e i costi per le aziende, legati alla necessità di irrigare le colture, con un aggravio reso più pesante dai rincari energetici legati alla guerra in Iran”.
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