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SUL PIEDE DI GUERRA

I 100.000 locali associati a #FareRete alzano la voce: così chiusura per l’80% dei ristoranti

No a distanze eccessive tra clienti, procedure di sanificazione complesse, utilizzo di divisori in plexiglass e responsabilità dei titolari
FARERETE, RIAPERTURA, RISTORAZIONE, Non Solo Vino
I ristoranti verso una difficile riapertura

“Imporre distanze eccessive tra clienti, così come procedure di sanificazione complesse e l’utilizzo di divisori in plexiglass vuol dire non voler far riaprire i ristoranti”. Il comparto della ristorazione, riunito nel progetto #FareRete, che raccoglie 29 associazioni di categoria (Adg, Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto; Aig, Associazione Italiana Gelatieri; Ampi, Accademia Maestri Pasticceri Italiani; Apar, Associazione Provinciale Pasticceri Artigiani Reggini; Apci, Associazione Professionale Cuochi Italiani; Apga, Associazione Pasticceri Gelatieri Artigiani; Apn, Associazione Pizzaiuoli Napoletani; Apt, Associazione Pizza Tramonti; Associazione Ristoranti Follonica; Chic, Charming Italian Chef; Cibo di Mezzo; Compagnia Gelatieri; Conpait, Confederazione Pasticceri italiani; Conpait Gelato; Consorzio Parma Quality Restaurants; Eppci, Eccellenza Professionale Pasticceria Cioccolateria Italiana; Euro-Toques; Italia FIC, Federazione Italiana Cuochi; Gelatieri per il Gelato; Imprendisud Gruppo Ristorazione; Jre, Jeunes Restaurateurs Italia; Le Soste di Ulisse; Richemont Club Italia; Ri.Un., Ristoratori Uniti; Ristoranti del Buongusto; Ristoratori del Sannio e alto Casertano; Ristoratori Emilia Romagna; Solidus Turismo; Unione Ristoranti del Buon Ricordo), alza la voce, prendendo nettamente le distanze dalle notizie che stanno rimbalzando su tutti i media. Altrettanto prive di logica appaiono le troppo drastiche misure restrittive ipotizzate per i sistemi di aerazione e condizionamento, o ancora palesemente ingiuste le ipotesi di attribuire al titolare del locale la responsabilità diretta in relazione al comportamento individuale di terzi all’interno dell’attività.
“Se queste notizie pubblicate dai media trovassero corrispondenza nelle linee guida in emanazione, avrebbero come conseguenza la chiusura permanente di oltre l’80% dei locali presenti nel nostro Paese.
Riteniamo folle e privo di senso anche solo ipotizzare misure di questa portata che confermano la poca conoscenza del settore e delle logiche che lo regolano. Non c’è più tempo, servono urgentemente misure pertinenti alla realtà esistente. Chiediamo al Governo di consultarci prima di emanare le nuove disposizioni, coinvolgendo rappresentanti della ristorazione al tavolo decisionale A poche ore dall’emanazione del Decreto Legge ribadiamo anche la necessità che vengano previste misure di finanziamento a fondo perduto, destinate specificamente alla ristorazione e vincolate all’acquisto di prodotti alimentari italiani. Solo in presenza di tali risorse, l’horeca sarà in grado di riappropriarsi del proprio ruolo, quello di leva economica, imprescindibile, per la filiera agroalimentare, necessario per la ripartenza dell’intero Paese”, ribadisce Gianluca De Cristofaro parlando a nome del progetto #FareRete, che mette insieme 29 realtà associative, per più di 100.000 locali associati.
Un appello sostenuto da Filiera Italia, il cui consigliere delegato Luigi Scordamaglia ricorda come “il perdurare della chiusura del canale della ristorazione sta provocando un effetto domino sull’intera filiera agroalimentare italiana, con crolli di produzione fino al 40% del settore del vino,
del 45% dei formaggi tipici e del 35% dei salumi di maggiore pregio, mettendo a grave rischio occupazionale parti rilevanti dei 3,6 milioni di lavoratori dell’intera filiera”. Far ripartire subito la ristorazione con regole rigide ma applicabili, e non tali da far chiudere comunque l’80% dei ristoranti italiani: è l’appello della Fondazione che raccoglie il meglio dell’agroalimentare italiano.

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