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CONSUMI

Caramello e pistacchio tra gli ingredienti preferiti dagli italiani: valgono 267 milioni di euro 

L’analisi dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy. Tra i macro-trend alimentari che finiscono in etichetta il made in Italy, i free from e i rich-in 
CONSUMI, OSSERVATORIO IMMAGINO NIELSEN GS1 ITALY, Non Solo Vino
Il caramello è uno degli ingredienti più ricercati dagli italiani (ph: Pexels)

Il caramello e il pistacchio - che in un anno hanno realizzato vendite per 267 milioni di euro - sono in testa alla top 10 degli ingredienti più ricercati dagli italiani: lo rivela la nuova edizione dell’Osservatorio Immagino by GS1 Italy, edizione n. 12, che individua gli ingredienti “benefici” più trendy nei prodotti alimentari in supermercati e ipermercati e ne monitora l’andamento delle vendite. Ingrediente emergente, con il maggior tasso di crescita, il caramello è il fenomeno dell’ultimo anno nel food: in 12 mesi il giro d’affari dei prodotti che lo segnalano in etichetta è cresciuto del 14,3%, superando i 92 milioni di euro. A trascinarlo è stato l’aumento dell’offerta (+23%), che ha portato sugli scaffali della grande distribuzione 314 prodotti con il caramello come ingrediente-chiave indicato sulle confezioni. Le performance migliori di vendita sono state registrate da biscotti tradizionali, budini e creme.
In forte crescita anche il pistacchio: l’Osservatorio Immagino ha individuato 512 referenze, tra prodotto al naturale e alimenti che lo usano come ingrediente, per un giro d’affari di oltre 175 milioni di euro, in crescita annua dell’11,1%; un risultato dettato dall’aumento dell’offerta (+26,8%) e dai trend positivi di alcune categorie di prodotti, come gelati multipack, creme spalmabili, colombe e uova di Pasqua.  Cacao, nocciole, noci, limone e vaniglia sono gli altri prodotti/ingredienti tradizionali rilevati per la prima volta dall’Osservatorio Immagino che, insieme alle novità di mango e anacardi, vanno ad aggiungersi agli altri 27 “ingredienti benefici” monitorati da tempo, come cocco, canapa, mandorla, avocado, avena, zenzero e semi di lino. Si tratta di quasi 13.000 referenze per 3,8 miliardi di euro di vendite, in crescita di +2,5% nei 12 mesi rilevati. 
Sono diversi i macro-trend alimentari individuati dall’Osservatorio Immagino, che incrocia le informazioni riportate sulle etichette di quasi 130.000 prodotti digitalizzati a giugno 2022 (ingredienti, tabelle nutrizionali, loghi e certificazioni, claim e indicazioni di consumo) con le rilevazioni NielsenIQ sul venduto (retail measurement service) e consumo (consumer panel).
Come il forte appeal del made in Italy: il carrello della spesa improntato all’italianità continua ad arricchirsi di prodotti e ad aumentare le vendite. Le referenze hanno superato la boa delle 24.000 e hanno realizzato, in supermercati e ipermercati, oltre 9,7 miliardi di euro di sell-out, in crescita del +1,3% rispetto allo stesso periodo del 2021. Quello del free from è uno dei fenomeni più massicci che hanno modificato il mondo alimentare in Italia nel corso degli ultimi anni. L’universo del free from, ovvero i prodotti che evidenziano in etichetta l’assenza di un componente, ingrediente o nutriente (senza conservanti, senza olio di palma, senza additivi, senza zuccheri aggiunti, senza glutammato, senza Ogm, senza grassi idrogenati, e così via) è un ampio paniere, composto da oltre 13.000 referenze, per un giro d’affari di oltre 7,4 miliardi di euro di vendite, quasi il 25% del sell-out totale alimentare di supermercati e ipermercati (crescita del +1,4%).
Performance positivi anche per i claim rich-in, ovvero i prodotti che evidenziano in etichetta la presenza in assoluto o in forma maggiore di qualcosa (con vitamine, ricco di fibre, con Omega 3, integrale, ricco di ferro, fonte di calcio, e così via). Il giro d’affari ha superato i 4,1 miliardi di euro e, su giugno 2021, il sell-out è cresciuto del +2,8%.
Continuano a guadagnare spazio nel carrello della spesa i prodotti destinati a chi soffre di intolleranze (nello specifico senza glutine, senza lattosio, senza latte, senza lievito, senza uova), con un incremento del +2,7%. Lieve calo per il prodotti idonei ad un determinato stile di vita (quelli che riportano claim come: idoneo ad uno stile di vita vegetariano, idoneo a uno stile di vita vegano, halal, kosher, biologico). Interessanti i dati relativi a prodotti che segnalano il metodo di lavorazione come elemento distintivo e come richiamo alla tradizione e all’artigianalità (estratto a freddo, trafilato, lavorato a mano, essiccazione artigianale, affumicatura, non filtrato, non fritto): questi prodotti hanno realizzato oltre 1,1 miliardi di euro di sell-out, mettendo a segno una crescita pari al +2,2% nei 12 mesi.
Non solo informazioni di servizio: le etichette puntano anche a fornire stimoli emotivi, che attirino l’attenzione e invoglino all’acquisto. E per farlo utilizzano anche una serie di descrittori narrativi che raccontano la texture dei prodotti (croccante, sottile, vellutato, cremoso, morbido, ruvido, ripieno, farcito). complessivamente sono presenti sull’8,8% delle referenze food, che  hanno ottenuto 3,1 miliardi di euro di giro d’affari, in crescita annua del +1,1%.

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