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ATTUALITÀ

Decreto bollette, le organizzazioni di categoria chiedono più tutele per il biogas agricolo

Le reazioni Coldiretti, Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani e Legacoop Alimentare, dopo l’approvazione della misura in Consiglio dei Ministri
AGRICOLTURA, CIA AGRICOLTORI ITALIANI, Coldiretti, Confagricoltura, DECRETO BOLLETTE, LEGACOOP AGROALIMENTARE, Non Solo Vino
Decreto bollette, i rappresentanti agricoli chiedono modifiche per il biogas

“Abbassare le bollette delle famiglie, contenere i costi energetici per la competitività delle imprese e favorire la decarbonizzazione delle industrie”. Questi sono gli obiettivi, annunciati in un comunicato stampa del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, del decreto approvato pochi giorni fa in Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto. Un decreto che ha fatto parlare e che ha generato anche delle reazioni da parte del mondo agricolo. Perché se ovviamente sul fine, quello di abbassare le bollette, c’è uniformità di giudizio, sul tema del biogas, e quindi delle rinnovabili, su cui le aziende negli anni hanno investito, sono state avanzate delle richieste per procedere a delle correzioni.
Per Coldiretti, “se alleggerire gli oneri per famiglie e imprese è un obiettivo condivisibile, il testo del Dl Bollette varato dal Consiglio dei Ministri rappresenta un’occasione mancata per ridurre la dipendenza energetica dall’estero. A preoccupare è in particolare la drastica riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), che rischia di avere pesanti ripercussioni sulla produzione nazionale di biogas agricolo”. Coldiretti “annuncia che lavorerà nel passaggio parlamentare per ottenere risposte certe sul futuro della sostenibilità del mondo agricolo, che passa anche attraverso lo sviluppo delle energie rinnovabili e il pieno riconoscimento del ruolo strategico delle agroenergie. È necessario correggere misure che finiscono per penalizzare proprio quei settori che hanno investito nella transizione ecologica e nella sicurezza energetica del Paese”. Per Coldiretti, “i Prezzi Minimi Garantiti non rappresentano privilegi o sussidi, ma uno strumento essenziale per assicurare: la sostenibilità degli impianti di biogas agricolo, la corretta gestione degli effluenti zootecnici, il consolidamento della filiera del biometano. Si tratta di misure che incidono in modo marginale sugli oneri generali, a fronte di benefici ambientali, economici e sociali rilevanti per l’intera collettività. Per questo Coldiretti auspica che in sede di conversione in legge vengano introdotti i correttivi necessari per tutelare la continuità produttiva, salvaguardare l’occupazione e riconoscere alle imprese agricole il ruolo centrale nella sicurezza energetica e ambientale del Paese”.
Confagricoltura “chiede fin d’ora al Parlamento un impegno a rivedere il Decreto-legge Bollette approvato dal Consiglio dei ministri ed evitare così la chiusura di centinaia di impianti, compromettendo la tenuta di migliaia di aziende agrozootecniche e agroforestali che conferiscono prodotti e residui. Il testo approvato, pur essendo uno strumento atteso da famiglie e imprese per la riduzione dei costi dell’energia, mette a rischio infatti la tenuta delle aziende agricole che hanno investito in questi anni nelle rinnovabili dando un contributo importante alla transizione ecologica del Paese. L’intento di diminuire i costi energetici alle imprese utilizzatrici nei prossimi tre anni sicuramente è apprezzabile, ma vanno valutati in modo dettagliato gli effetti delle misure previste per i produttori di energia rinnovabile”.
Per Cia-Agricoltori Italiani, “ridurre il costo dell’energia per famiglie e imprese è un obiettivo necessario e condivisibile, ma il Decreto-legge Bollette approvato dal Consiglio dei ministri, se confermato nella formulazione attuale, scaricherà gran parte degli oneri sulle imprese agricole produttrici di biogas, mettendo concretamente a repentaglio la sostenibilità economica di un comparto strategico per la transizione energetica e per la tenuta dei territori rurali”. Ed ancora, secondo Cia-Agricoltori Italiani, “senza una revisione sostanziale del testo nel corso dell’iter parlamentare, il rischio concreto è la chiusura di numerose aziende agricole impegnate nella produzione di biogas. Un esito con conseguenze importanti non solo sul piano energetico, ma anche su quello sociale ed economico: le imprese del biogas rappresentano, di fatto, un presidio fondamentale nelle aree rurali e interne, contribuendo alla valorizzazione degli scarti agricoli, all’economia circolare, alla tutela ambientale e al mantenimento dell’occupazione”. La richiesta al Parlamento è “di intervenire con modifiche significative, affinché la riduzione delle bollette non si traduca in un colpo mortale per il biogas agricolo e per le imprese che hanno investito nella transizione energetica del Paese”.
Legacoop Agroalimentare, “rilancia un appello forte e chiaro al Parlamento: non si può tradire la fiducia di chi, in questi anni, ha puntato concretamente sulle energie rinnovabili come leva di sviluppo sostenibile per il Paese”. Il presidente Cristian Maretti auspica “che il Parlamento ponga rimedio a favore di chi in questi anni ha investito in energia rinnovabile inserendola in una visione di economia circolare e di riduzione CO2. Dobbiamo tenere conto del fatto che il biogas chiude un ciclo virtuoso e che nelle nostre cooperative il fotovoltaico è stato messo sui tetti con il vantaggio anche di bonificare le vecchie coperture”. Legacoop Agroalimentare “non nega il valore delle misure per il contenimento dei costi energetici per famiglie e imprese; ma sottolinea con forza che la competitività e la resilienza delle imprese agricole dipendono da regole chiare, stabili e coerenti con gli investimenti già effettuati. Penalizzare o rendere incerto il regime di sostegno alle rinnovabili rischia non solo di scoraggiare ulteriori investimenti, ma di compromettere la capacità del settore di contribuire alla transizione ecologica del Paese”.

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