Una spesa complessiva delle famiglie italiane per prodotti alimentari e bevande analcoliche, nel 2025, che ha raggiunto i 193,7 miliardi di euro, +3% sul 2024, ma con l’ortofrutta che si conferma protagonista con un valore di quasi 43 miliardi di euro e una quota del 23% sul totale food. Un trend che racconta come le famiglie italiane mantengono una forte attenzione nei confronti di un’alimentazione sana, sostenibile e orientata ai prodotti vegetali, oltre a riscoprire il piacere di cucinare a casa. È il risultato di un’analisi presentata da Ismea, a Macfrut 2026, la fiera internazionale dell’ortofrutta a Rimini (Expo Centre, fino al 23 aprile), nel talk su “Gli acquisti di frutta e verdura delle famiglie con figli under 16 - Le scelte delle famiglie che nutrono la generazione Alpha” al Ministero dell’Agricoltura-Ismea, dedicato al Programma comunitario “Frutta e Verdura nelle scuole”, gestito dal Ministero, con la partecipazione di Livio Proietti, presidente Ismea, Sergio Marchi, dg Ismea, e Mario Schiano Lo Moriello, direzione Filiere e Mercati Ismea.
I dati dell’Osservatorio Ismea-Niq evidenziano un aumento diffuso dei consumi di prodotti ortofrutticoli, sia in valore sia in volume. In particolare, nel 2025, crescono gli acquisti di ortaggi (+3,3%), patate (+5,3%), frutta a guscio (+2,7%), conserve vegetali e legumi in scatola (+0,7%), ortaggi surgelati (+0,8%), patate surgelate (+1,4%), castagne (+4,6%), kiwi (+7,2%) e fragole (+8,9%), con performance particolarmente dinamiche per alcune categorie come i frutti rossi (mirtilli +26%, more +37%) e la frutta tropicale (mango +36%, avocado +47%). Molto positivo anche il segmento biologico, che registra un incremento del 7% in quantità e del 7,9% in valore.
Le scelte di consumo sono influenzate da profondi cambiamenti demografici e sociali: in Italia si contano oltre 26,6 milioni di famiglie, circa 4 milioni in più di 20 anni fa con una crescente incidenza dei nuclei unipersonali (oggi al 36%, oltre 10 punti sopra il livello di 20 anni fa). Il 28% delle famiglie è rappresentato da coppie con figli a cui si aggiungono l’11% di famiglie monogenitoriali, mentre il 20% è costituito da coppie senza figli. In questo contesto, viene spiegato che le famiglie con figli della generazione Alpha, i nati dal 2010 in poi, rappresentano un segmento strategico. Cresciuti in un ambiente digitale e in nuclei familiari più piccoli e attenti alla qualità dell’alimentazione, alla sostenibilità ambientale e alla salute, questi giovani consumatori influenzano sempre più le scelte d’acquisto. Il loro rapporto con frutta e verdura resta tuttavia ambivalente: se da un lato i genitori promuovono un’alimentazione equilibrata, dall’altro i bambini sono esposti a un’offerta alimentare molto ampia, che include snack, prodotti pronti e cibi ad alto contenuto edonistico. Le famiglie con figli under 16 mostrano, inoltre, una maggiore propensione verso prodotti ad alto contenuto di servizio, come surgelati, legumi in scatola, ortaggi pronti e succhi di frutta, con quote di acquisto superiori alla media. Nonostante ciò, frutta fresca e ortaggi continuano a rappresentare elementi centrali del paniere, seppur con un peso leggermente inferiore rispetto alla media nazionale. La generazione Alpha si conferma, dunque, un target cruciale per il futuro del settore ortofrutticolo: giovane, influente e particolarmente ricettiva ai messaggi educativi, rappresenta una leva strategica per orientare i consumi di domani.
“Programmi come “Frutta e Verdura nelle scuole”, promosso dall’Unione Europea e realizzato in Italia dal Ministero dell’Agricoltura, diventano quindi fondamentali”, ha sottolineato il dg Ismea, Sergio Marchi, aggiungendo come “la distribuzione tra i banchi delle scuole primarie di frutta e verdura fresche e di stagione, che quest’anno per la prima volta è avvenuta sin dai primi mesi dell’anno scolastico, non solo introduce i bambini a un consumo regolare di prodotti ortofrutticoli, ma contribuisce a costruire sane abitudini che possono consolidarsi nel tempo”.
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