02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
CARRELLO DELLA SPESA

Nel 2025 vola il bio nel retail in Italia a 4,4 miliardi (+9,2%). Stabili vini e spumanti (-0,1%)

Il report “Biologico: gli acquisti alimentari delle famiglie” by Ismea: le categorie di latte e derivati (+17,7%) e uova (+14,9%) trainano il comparto

L’Italia quando va al supermercato ha un “cuore green” dimostrando un’attenzione crescente verso la sostenibilità. Non a caso, nel 2025, il valore degli acquisti di prodotti biologici nel canale retail ha raggiunto i 4,44 miliardi di euro, con una crescita del +9,2% (pari a 376 milioni di euro in valore assoluto) sul 2024. Si tratta del risultato più alto dell’ultimo quinquennio, se si esclude l’anno eccezionale della pandemia (2020), con un andamento positivo per quasi tutte le categorie, ma in cui non rientra il comparto vini e spumanti che, nel 2025, segna -0,1% in valore e -1,9% in volume, precedendo carni, oli e grassi vegetali, e salumi. La parte “bio” di vino e spumanti incide per l’1,8% sul totale agroalimentare e rappresenta l’1,3% del valore del carrello bio. È la fotografia del report “Biologico: gli acquisti alimentari delle famiglie” curato da Ismea e dove emerge un attaccamento degli italiani verso il bio in aumento.
Già nel 2024, l’incidenza della spesa per il biologico, sul totale di quella agroalimentare, aveva lanciato un primo segnale incoraggiante (+0,1 punti percentuali sul 2023) che si consolida nel 2025 evidenziando una crescita di 0,4 punti percentuali, attestandosi al 4%. Nel complesso, la maggior parte dei comparti registra un aumento degli acquisti in valore, con crescite particolarmente rilevanti per le categorie di latte e derivati (+17,7%), uova (+14,9%), altri prodotti alimentari (+10%) e frutta (+9,3%). Al contrario, per il terzo anno consecutivo, si osserva una contrazione degli acquisti in valore nei comparti dei salumi (-15,6%) e delle carni (-10,9%), dinamica che risulta ancora più marcata sul fronte dei volumi (-18,7% per i salumi e 17,4% per le carni) e che è riconducibile, almeno in parte, all’incremento dei prezzi di alcune referenze, con picchi del +28,1% per le carni bovine e del +11,2% per il prosciutto crudo, che hanno inciso negativamente sulla domanda nel 2025.
Il carrello biologico registra, inoltre, una riduzione della spesa per la categoria oli e grassi vegetali (-11,6%), dopo un 2024 caratterizzato da una crescita particolarmente sostenuta (+31,6%), anche per effetto della flessione dei prezzi medi allo scaffale, in calo del 3,3% sull’anno precedente. Sul fronte dei volumi acquistati si osserva un incremento diffuso tra le diverse categorie, con variazioni più significative per uova fresche (+9%), ortaggi (+8,8%), latte e derivati (+8,2%) e altri prodotti alimentari (+8,2%).
Nel complesso, i dati analizzati suggeriscono una fase di maggiore solidità della domanda di prodotti biologici, in cui la crescita del valore non risulta esclusivamente trainata dalla dinamica dei prezzi, ma anche da una maggiore propensione dei consumatori verso la scelta di prodotti biologici al momento dell’acquisto.
Nel 2025 il confronto tra mercato biologico e il totale agroalimentare evidenzia dinamiche differenziate tra le principali categorie merceologiche. Il biologico mostra una crescita della spesa più sostenuta in diversi comparti chiave, in particolare latte e derivati (+17,7% bio e +5,9% totale agroalimentare), ortaggi (+6,9% bio e +1% totale agroalimentare), frutta (+9,3% bio e +2,7% totale agroalimentare) e altri prodotti alimentari (+10% bio e +6,3% totale agroalimentare). Ma vino e spumanti sono ancora in controtendenza (-0,1% e +1,6% totale agroalimentare) rispetto al trend generale, mentre andamenti positivi si osservano anche per i comparti bio del miele, delle uova e dei derivati dei cereali che confermano una dinamica più favorevole della spesa complessiva, evidenziando un’inversione di tendenza sul 2024, quando avevano registrato un calo del -0,4%. Per le bevande analcoliche e per i prodotti ittici si osserva una crescita del valore degli acquisti in entrambi i segmenti, ma con variazioni più elevate nel totale agroalimentare rispetto al biologico. Dinamiche divergenti si osservano nei comparti delle carni e dei salumi, con variazioni negative nel biologico e positive nel totale agroalimentare. Per gli oli e grassi vegetali si registra una contrazione della spesa in entrambi i segmenti, leggermente più accentuata nel biologico, in un contesto di ridimensionamento dei prezzi medi allo scaffale per quest’ultima categoria (-3,3% sul 2024).
Negli ultimi 4 anni, spiega il report, la composizione del carrello della spesa alimentare biologica è rimasta pressoché stabile, con una costante concentrazione del valore del venduto nel comparto ortofrutticolo, che nel 2025 si attesta al 42,7%. Nel dettaglio, il comparto ortofrutticolo conferma la performance positiva della categoria “ortaggi, legumi e patate” con una crescita dell’8,8% dei volumi complessivamente acquistati, trainata soprattutto dalle vendite di patate (+13% in valore e +14,3% in volume) e di legumi (+11,1% in valore e +14,5% in volume), complice anche la lieve flessione dei prezzi dei due segmenti (rispettivamente del -1,2% e del -2,9%). Per la frutta, che rappresenta il 24,2% del valore del carrello bio, la spesa complessiva è aumentata del 9,3% nel 2025, supportata in larga parte dall’andamento favorevole del segmento degli agrumi (+12% in valore e +8,3% in volume), in un contesto di incremento su base annua dei prezzi medi del comparto pari al 2,9%. Segue il comparto dei prodotti lattiero-caseari (24,3%), che nell’ultimo triennio ha progressivamente aumentato il proprio peso nello scontrino della spesa bio, fino a raggiungere il suo livello massimo nel 2025, sostenuto soprattutto dalle vendite di formaggi freschi (+16,7% in valore) e duri (+11,1% in valore), a fronte di un incremento dei prezzi del comparto dell’8,7%.
Nel 2025 i supermercati si confermano il principale canale di acquisto per i prodotti biologici, con un fatturato prossimo a 1,65 miliardi di euro e un incremento di quasi 172 milioni di euro sul 2024 (+11,7%). La crescita è sostenuta soprattutto dall’aumento della spesa nel comparto lattiero-caseario (+70,2 milioni di euro) e nei prodotti del fresco, in particolare frutta (+39,7 milioni di euro) e ortaggi (+31,5 milioni di euro). Segue il dettaglio tradizionale che, dopo diversi anni di contrazione delle vendite di prodotti biologici, evidenzia nel 2025 un’inversione di tendenza, con un incremento del fatturato di oltre 113 milioni di euro (+13,4%). Tale andamento è in parte riconducibile a una riduzione della fedeltà verso la Gdo e le insegne della grande distribuzione nel loro complesso.
Viene osservato, infatti, una crescente diversificazione dei comportamenti d’acquisto, con un utilizzo più ampio dei canali distributivi, orientato alla ricerca congiunta di qualità e convenienza. Una evoluzione che si riflette sia nell’aumento della frequenza di acquisto che nelle dinamiche di riallocazione tra canali, con un recupero di quota del dettaglio tradizionale e una contestuale contrazione di quella del libero servizio. Quest’ultimo registra, infatti, una riduzione della spesa veicolata di biologico, con effetti negativi sul fatturato bio che si mostra in calo di circa 700.000 euro sull’anno precedente. Rispetto al 2024, il canale discount mostra un rallentamento, con un incremento delle vendite bio nel 2025 più contenuto rispetto all’anno precedente (48,4 milioni di euro contro i 74,1 milioni del 2024). Prosegue, infine, la tendenza positiva degli ipermercati, che raggiungono un “fatturato bio” di 879 milioni di euro, in aumento del 5,1% sull’anno precedente.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli