Dopo l’annuncio a dicembre 2025, è stato perfezionato, nei giorni scorsi, il closing dell’operazione che ha visto Disaronno Group - multinazionale diversificata le cui linee di business comprendono spirits, wines (riunendo marchi come Duca di Salaparuta, Florio e Corvo e che valgono l’11% del fatturato totale di 370 milioni di euro nel 2025) e ingredients, con oltre 800 dipendenti e attività in 160 Paesi nel mondo - acquisire al 100% i brand Amaro Averna e Zedda Piras, precedentemente appartenuti a Campari Group.
L’operazione si concretizza attraverso la costituzione della Newco Meridia, con sede a Sassari, la cui governance vede il passaggio da Campari Group a Disaronno Group: i dipendenti dello stabilimento dell’Amaro Averna in Sicilia e quelli dello Zedda Piras in Sardegna, 11 in totale, sono stati tutti assorbiti da Meridia.
“Questa operazione - commenta il ceo Disaronno Group, Marco Ferrari - rappresenta un passo fondamentale nel nostro piano di crescita e ci consente di arricchire strategicamente il nostro portfolio a livello internazionale rafforzando significativamente, grazie ad Amaro Averna, la nostra posizione in tre dei nostri mercati prioritari: Stati Uniti, Germania ed Italia. In questo contesto, per Zedda Piras l’obiettivo è il consolidamento della presenza sul mercato italiano”.
Nato nel 1868, Amaro Averna è, infatti, uno degli amari più conosciuti al mondo, con una forte presenza internazionale (il 70% delle vendite è all’estero, principalmente Stati Uniti, Germania e Austria), mentre Zedda Piras, nato nel XIX secolo, ha una forte focalizzazione sul mercato italiano. Per Disaronno Group (ex Illva Saronno prima del recente rebranding che segna un’evoluzione volta a rafforzare il posizionamento globale) le due acquisizioni rappresentano un ulteriore passo nel percorso di espansione iniziato con l’acquisizione del liquore al caffè Tia Maria nel 2009, seguita dalle recenti acquisizioni del Sagamore Rye Whisky nel 2023 e di Engine Gin nel 2024, in un portafoglio che già contiene Rabarbaro Zucca, Artic Vodka, Isolabella Limoncello e Sambuca.
Mentre per Campari Group la cessione dei due marchi rientra pienamente nella strategia aziendale fondata sul “tagliare per crescere” come annunciata dal ceo Simon Hunt a novembre 2025, e che ha già visto il colosso di Sesto San Giovanni cedere nei mesi passati brand come Cinzano e Frattina al Gruppo Caffo, ma anche Tannico, leader nel commercio online di vino, ai francesi del Gruppo Castel, uno dei più grandi player del vino al mondo. L’obiettivo auspicato da Hunt, infatti, è quello di cedere 30 marchi su 72 (il 9% del portfolio).
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