02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
OLTREOCEANO 

“Riaccendere negli americani la passione per il vino”: così la wine writer Karen MacNeil a WineNews 

Nel 250° anniversario degli Stati Uniti, che sarà celebrato il 4 luglio, l’autrice di “The Wine Bible” esorta a credere di nuovo nel settore
4 LUGLIO, AMERICA, AMERICANI, DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA AMERICANA, GINO COLANGELO, KAREN MACNEIL, KIMBERLY CHARLES, STATI UNITI, VINO AMERICANO, Mondo
La wine writer Karen MacNeil scrive a WineNews 

“È tempo che noi americani riaccendiamo la nostra passione per la cultura del vino, ancora ricca di possibilità in America (anche se in questo campo ammiriamo molto l’Italia). Dopotutto, i Padri Fondatori bevevano vino quando firmarono la Dichiarazione d’Indipendenza”. Lo scrive, per WineNews, la wine writer statunitense Karen MacNeil (giornalista, conferenziera, consulente e autrice, tra gli altri, del pluripremiato libro “The Wine Bible”, che ha venduto oltre 1 milione di copie in tutto il mondo), nel 250° anniversario della nascita degli Stati Uniti, che sarà celebrato il prossimo 4 luglio. A partire da quel brindisi, nel 1986, nel restauro e nella riaccensione della Statua della Libertà, nel quale gli appassionati di tutto il Paese sollevarono i calici colmi di vino americano. “Da allora molte cose sono cambiate - sostiene MacNeil - tra cui il fatto che oggi è difficile immaginare una sala piena di politici americani che brindano insieme con il vino. Eppure il vino ha contribuito a costruire molte comunità rurali degli Stati Uniti e le ha sostenute per oltre un secolo: oggi negli Usa esistono 12.000 cantine, per la maggior parte a conduzione familiare. Come americani, abbiamo bisogno di riempire nuovamente i nostri cuori (e i nostri calici) di tutto ciò che è ancora possibile”.
“Molti di noi che vivono negli Stati Uniti  sono indecisi su come e perché festeggiare il 4 luglio quest’anno - afferma Karen MacNeil - ricordo quando la Statua della Libertà stava andando in rovina. Ma, nel 1986, dopo 5 anni di lavori e un investimento di 250 milioni di dollari, il monumento - straordinario dono della Francia agli Stati Uniti - venne “riacceso” nel corso di una spettacolare celebrazione nazionale presieduta dall’allora Presidente Ronald Reagan. Qualunque sia oggi il vostro orientamento politico, la riaccensione della Statua della Libertà fu un momento magico per l’America.
All’epoca ero la prima responsabile delle pagine dedicate al cibo e al vino di “Usa Today”, con sede a Washington D.C., e mi venne quella che mi sembrava un’idea semplice, ma potenzialmente entusiasmante. E se, nell’esatto istante in cui la gigantesca fiaccola della Statua fosse stata riaccesa, gli appassionati di vino di tutto il Paese avessero brindato alla Libertà con un calice di vino americano? Chiamai l’iniziativa “A Toast to Liberty” (“Un brindisi alla Libertà”) e, nel giro di 2 settimane, le associazioni di settore dello Stato di New York, dell’Oregon, dello Stato di Washington e del Texas accettarono tutte di partecipare. Sorprendentemente, la sera della riaccensione non furono coinvolte soltanto le cantine: anche molti ristoranti in tutto il Paese offrirono ai propri clienti un calice di vino americano con cui brindare. Quella sera io mi trovavo al “Jean Louis at the Watergate”, allora il ristorante più influente di Washington D.C. Ogni politico presente sollevò il proprio bicchiere per un brindisi”.
“Ripenso oggi a quel momento perché, mentre il 250° anniversario dell’America occupa il centro della coscienza nazionale, mi rendo conto che molte cose sono cambiate (tantissime, tra cui il fatto che oggi è difficile immaginare una sala piena di politici americani che brindano insieme con il vino), ma una cosa non è cambiata: l’amore per il nostro Paese - prosegue Karen MacNeil - anzi, oggi l’America ha bisogno più che mai che la si ami. Proprio come il vino. Il vino ha contribuito a costruire molte comunità rurali degli Stati Uniti e le ha sostenute per oltre un secolo. Oggi negli Stati Uniti esistono circa 12.000 cantine, per la maggior parte a conduzione familiare. Sono loro le fondamenta della cultura del vino americana. Spesso guardiamo all’Europa come al modello di ciò che è autentico, giusto e vero nel mondo del vino, dimenticando che anche l’America possiede una propria cultura enologica. In effetti, il vino è stata la bevanda nazionale storica degli Stati Uniti e, mentre si apre questo 250° anniversario, è importante ricordarlo e celebrarlo. Dopotutto, i Padri Fondatori stavano bevendo vino quando firmarono la Dichiarazione d’Indipendenza. Francis Scott Key beveva vino quando compose “The Star-Spangled Banner”. Nei primi Congressi degli Stati Uniti, i membri del Congresso bevevano regolarmente vino. Paradossalmente, fu proprio il vino - e non i distillati - il precursore di quello che sarebbe poi diventato il tradizionale “cocktail party” americano”.
E, aggiunge Karen MacNeil, “ripenso oggi a questi fatti con il cuore pesante, ma anche colmo di speranza. Due anni fa, insieme ai miei cofondatori Kimberly Charles e Gino Colangelo, ho dato vita a “Come Together -  A Community for Wine”, un’iniziativa senza scopo di lucro e completamente pro-bono. Abbiamo lanciato due campagne: “Come Over October” e “Share & Pair Sundays”. Finora le campagne hanno generato 2,9 miliardi di contatti sui media e altri 5,6 milioni sui social network. Sono diventate le più grandi campagne popolari mai realizzate negli Stati Uniti a sostegno del vino. E non abbiamo ancora finito. Le nostre campagne esistono perché cantine, consorzi, ristoranti, enoteche, riviste, importatori e distributori condividono la nostra stessa passione: la convinzione che il vino debba essere protetto. Che abbia bisogno di ambasciatori. Che i consumatori debbano continuare a condividere il vino con amici e familiari. Noi amanti del vino crediamo nell’autenticità, nella natura e nel valore che nasce dal consumo consapevole di un prodotto artigianale profondamente legato alla terra. E così, nel mese di luglio, in questo mese tanto importante, ci sembra naturale bere un buon vino, immergerci nella cultura del vino americano e sentirci parte di essa. Come americani - conclude Karen MacNeil - abbiamo bisogno di riempire nuovamente i nostri cuori (e i nostri calici) di tutto ciò che è ancora possibile.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli