L’impennata dei costi dei fertilizzanti, alimentata dalle tensioni geopolitiche internazionali e dall’aumento dei prezzi dell’energia, spinge l’Unione Europea a intervenire per salvaguardare la produzione agricola e contenere gli effetti sui prezzi alimentari. Con 576 voti favorevoli, 62 contrari e 15 astensioni, il Parlamento Europeo ha approvato, ieri, in via accelerata, le modifiche alla Politica Agricola Comune (Pac) proposte dalla Commissione, consentendo agli agricoltori di accedere più rapidamente a risorse indispensabili per l’acquisto dei fertilizzanti in vista della prossima stagione agricola. Le nuove misure prevedono un sostegno di liquidità fino all’80% dei costi aggiuntivi sostenuti dalle aziende agricole per l’acquisto dei fertilizzanti, con l’obiettivo di evitare una riduzione delle produzioni o della qualità degli alimenti e scongiurare ulteriori rincari per i consumatori.
Viene, inoltre, concessa agli Stati membri la possibilità di aumentare gli anticipi dei pagamenti diretti della Pac dal 70% al 75%, erogandoli direttamente agli agricoltori dopo la presentazione della domanda, oltre a una maggiore flessibilità nella gestione dei bilanci destinati ai pagamenti diretti per il prossimo anno. Per fronteggiare l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti - riporta l’Ansa - Bruxelles ha, inoltre, proposto di aumentare fino a 540 milioni di euro, entro la fine dell’anno, il tetto della riserva di crisi della Pac, una misura sulla quale i Paesi membri dell’Unione Europea saranno chiamati a pronunciarsi il prossimo 17 luglio. Il provvedimento dovrà ora ottenere il via libera formale del Consiglio dell’Unione Europea prima dell’entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue.
L’intervento arriva in una fase particolarmente delicata per il settore: i fertilizzanti rappresentano fino al 16% dei costi di produzione agricola, mentre l’Europa continua a dipendere in misura significativa dalle importazioni, soprattutto per i fertilizzanti a base di azoto (30%) e fosfati (70%).
In questo contesto si inserisce anche la recente decisione dell’Ue di sospendere per un anno i dazi su alcuni fertilizzanti azotati, misura accolta favorevolmente dal comparto agricolo ma considerata solo un primo passo per affrontare le criticità strutturali delle filiere produttive (come recentemente abbiamo riportato su WineNews). Lo stop ai dazi punta a favorire l’accesso a forniture più competitive e a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, pur lasciando aperto il tema della resilienza delle catene produttive e della dipendenza europea da mercati internazionali sempre più instabili.
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