Nelle mille difficoltà del vino di oggi, piccole notizie positive, anche quando riguardano una nicchia ristretta di grandi vini a livello mondiale, non sono certo da sottovalutare, come segnali che danno un po’ di fiducia in un futuro quanto mai incerto. E se dall’analisi WineNews sugli indici del Liv-Ex, nella prima metà 2026, emerge un quadro complessivamente in crescita rispetto al recente passato, trainato, soprattutto, dall’Italy 100, anche le prospettive per la seconda parte dell’anno sembrano leggermente in miglioramento, grazie a piccoli segnali di risveglio da parte ei consumatori americani, come spiega l’analisi dello stesso Liv-Ex, la piattaforma di riferimento del mercato secondario dei vini pregiati. “Le prospettive appaiono migliori rispetto a 12 mesi fa. Per alcuni marchi e alcune annate esiste oggi una domanda sufficiente ai livelli di prezzo attuali da sostenerne le quotazioni; diversi vini stanno, infatti, registrando contemporaneamente aumenti di prezzo e un’attività di scambio costante. Con il mercato statunitense in condizioni migliori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la stabilità dei prezzi sembra destinata a proseguire. Pur rimanendo un mercato dominato dalla prudenza, per gli acquirenti più attenti e lungimiranti questo potrebbe rappresentare un momento di opportunità silenziose, ma interessanti”, analizza il Liv-Ex.
“Le prospettive attuali del mercato dei vini pregiati sono tutt’altro che semplici. In media, i principali indici dei fine wine si sono stabilizzati. Tuttavia, all’interno del Fine Wine 1000, nel secondo trimestre un numero maggiore di annate ha registrato un calo di valore rispetto a quelle che sono aumentate. Nonostante ciò, i guadagni medi dei vini in rialzo (+5,2%) hanno superato le perdite medie dei vini in calo (-4,1%). Sebbene il secondo trimestre 2026 sia stato più dinamico dello stesso periodo 2025, fortemente influenzato dalla questione dei dazi, la stabilità generale dei prezzi non si è ancora tradotta in un sufficiente aumento della fiducia (e della domanda) tale da far crescere i volumi complessivi degli scambi”, sottolinea il report del Liv-Ex. “Come di consueto, “Bordeaux En Primeur” ha dominato il secondo trimestre, anche se oggi rappresenta una fonte di ricavi molto meno importante rispetto al passato. Tra i membri britannici intervistati da Liv-ex, il valore delle vendite è risultato sostanzialmente invariato rispetto alla campagna “En Primeur” 2024. Poiché i commercianti di vini pregiati continuano ad adottare un approccio estremamente prudente e, nel complesso, evitano di acquistare per fare magazzino, sono ancora una volta i collezionisti privati a determinare l’andamento del mercato. Di conseguenza, qualsiasi fattore che alimenti timori sulla futura ricchezza dei collezionisti ha un impatto diretto e negativo sul mercato. Con l’accordo di pace relativo alla guerra in Iran che, al momento della stesura del rapporto, appare ancora fragile, è plausibile che le pressioni inflazionistiche possano tornare ad aumentare. Ciò rappresenta un ulteriore elemento di incertezza per i collezionisti chiamati a valutare nuove opportunità di acquisto”, spiega ancora la piattaforma inglese.
Che mette in evidenza anche dinamiche “geografiche” interessanti: “gli acquirenti statunitensi hanno rappresentato il 26,9% del valore complessivo degli acquisti nel secondo trimestre, rispetto al 23,3% del primo trimestre e ben al di sopra della media del 2025 (20,7%). Le altre aree geografiche hanno, invece, registrato una diminuzione della propria attività di acquisto nel corso del trimestre. Gli Stati Uniti si distinguono, quindi, come l’unica area geografica in cui gli acquisti sono aumentati nel corso del 2026. Come già ipotizzato in precedenza, questo sviluppo era prevedibile, poiché gli operatori delle diverse fasi della filiera americana stanno progressivamente adattandosi ai dazi e le scorte disponibili si stanno naturalmente riducendo. Sebbene l’aumento del valore complessivo degli scambi sia un segnale positivo, è importante ribadire il ruolo svolto dagli acquirenti statunitensi nel sostenere i prezzi. Nel secondo trimestre, per i vini inclusi nel Fine Wine 1000, gli acquirenti americani hanno acquistato mediamente ad un prezzo dell’1,1% superiore al market price, contro appena lo 0,03% del primo trimestre. Se gli acquisti statunitensi continueranno a crescere nella seconda metà dell’anno e i prezzi pagati resteranno pari o superiori al market price, è ragionevole attendersi un ulteriore consolidamento della stabilità dei prezzi. Gli acquirenti asiatici, invece, hanno assunto un ruolo più marginale nel corso del 2026. Sebbene i prezzi globali si siano stabilizzati, i prezzi effettivi praticati nei mercati locali hanno continuato ad indebolirsi, anche a causa di consistenti vendite concluse privatamente a prezzi inferiori. Inoltre, dopo l’inizio della guerra in Iran, i costi di spedizione sono aumentati in alcuni casi fino al 60%, incidendo direttamente sulla propensione agli acquisti”.
Una tendenza che continua ad emergere, e che Liv-Ex ritiene destinata a proseguire, riguarda la crescente differenziazione tra le diverse annate. Bordeaux rappresenta un esempio emblematico. “Fatta eccezione per le giovani annate 2022, i Bordeaux precedenti al 2017 hanno generalmente mostrato una maggiore resilienza ed hanno raggiunto prima il proprio livello minimo di prezzo. Analizzando la recente campagna “Bordeaux En Primeur”, le uscite che hanno ottenuto i migliori risultati presentavano due caratteristiche fondamentali: il prezzo di lancio dell’annata 2025 era inferiore al prezzo di mercato corrente di tutte le annate precedenti di qualità comparabile; le annate precedenti di qualità analoga mostravano, ormai, prezzi stabili o in crescita. Il primo elemento rappresenta una condizione indispensabile per il successo di qualsiasi nuova uscita nel mercato dei vini pregiati. Il secondo dipende maggiormente dalle condizioni di mercato (e non si era verificato durante la campagna 2024). Insieme, questi due fattori offrono le migliori probabilità che un nuovo vino mantenga il proprio valore nel tempo. In sintesi, l’aumento dei prezzi delle annate più mature non offre soltanto opportunità di profitto ai possessori di tali vini, ma contribuisce anche a sostenere le quotazioni delle annate più recenti. Château Lafite Rothschild, uno dei principali successi della campagna 2025, rappresenta un esempio significativo: tutte le migliori annate successive al 2014 hanno registrato un graduale aumento di prezzo dall’inizio dell’anno”, conclude il Liv-Ex.
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