Grazie alle etichette più prestigiose d’Italia, in testa, ma anche di Borgogna, gira in positivo, seppur di poco, la prima metà del 2026 per il mercato dei fine wines monitorato dal Liv-Ex, piattaforma di riferimento del mercato secondario e del collezionismo mondiale. Guardando agli indici, analizzati da WineNews, il Liv-Ex 100 - indice di riferimento della piattaforma, di cui oggi per l’Italia fanno parte il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, il Barbaresco 2019 di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva 2015 e 2019 di Giacomo Conterno, il Masseto 2021 e 2022 e l’Ornellaia 2021 di Frescobaldi, il Sassicaia 2016, 2021 e 2022 della Tenuta San Guido, il Solaia 2021 ed il Tignanello 2021 e 2022 di Marchesi Antinori, ed il 100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse - perde quasi tutta la crescita sviluppata nei primi 4 mesi dell’anno, e chiude il semestre con un debole, ma pur positivo, +0,1% da inizio anno. A spiccare sono diverse etichette italiane, con la crescita maggiore che è quella del Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, con una rivalutazione del +19,2% nel 2026, insieme ad altri italiani in “Top 10”, come il +100% Sangiovese Igt Toscana 2020 di Soldera Case Basse (+18,4% da inizio anno), il Masseto 2022 (+14,2%) ed il Barolo 2019 di Bartolo Mascarello (+13,8%).
Fa un po’ meglio il Liv-Ex 1000, il più ampio degli indici, a +0,4%, soprattutto grazie all’accelerazione dei vini del Belpaese. Perché l’indice migliore in assoluto, con un +1,9% da inizio anno, è proprio l’Italy 100, indice ora formato dal Barolo di Bartolo Mascarello delle annate dalla 2012 alla 2021, poi dai Barolo di Bruno Giacosa, con il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto Riserva 2007 e 2008, il Barolo Falletto Le Rocche del Falletto di Serralunga d’Alba Riserva 2001 e 2004, ed il Barolo Falletto Vigna le Rocche Riserva 2011, 2012, 2014, 2016, 2017 e 2020; e, ancora, dal Barbaresco di Gaja delle annate dalla 2013 alla 2022, dal Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno delle annate 2002, 2004, 2005, 2006, 2008, 2010, 2013, 2014, 2015 e 2019; da tutte le annate dalla 2013 alla 2022 dei più celebri Supertuscan, dal Sassicaia della Tenuta San Guido al Solaia ed al Tignanello di Marchesi Antinori, all’Ornellaia e Masseto di Frescobaldi; e da tutte le annate dalla 2011 alla 2020 del 100% Sangiovese Igt Toscana di Soldera Case Basse. Con il mito Barolo Monfortino Riserva 2005 di Giacomo Conterno a guidare la crescita, con una rivalutazione del +26% in 6 mesi, seguito, con crescite tra il +19,2% ed il +10,4%, da Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2016 di Bruno Giacosa, 100% Sangiovese Igt Toscana di Soldera Case Basse 2011, 2013 e 2018, Masseto 2022, 2020 e 2016, Barolo 2019 di Barolo Mascarello, e dal Barbaresco di Gaja 2022, 2015 e 2017.
Tra gli altri sottoindici, bene il Burgundy 150 a +1,1%, e lo Champagne 50 (+0,7%), mentre anche a seguito di un’altra campagna “en primeur” che, fino ad oggi, non sembra dare i frutti sperati, soffrono andcora gli indici bordolesi, con il Bordeaux 500 in parità, ed il Bordeaux Legends 30 a -0,8%. E bene anche il California 50 (+1,1%) ed il “Rest of the World” (+0,7%).
Una ripresa, quella del Liv-Ex, dopo mesi e mesi consecutivi di ribassi, che è, comunque, ancora debole ed in balia di trend e oscillazioni di mercato sempre più repentine. Ma che sembra premiare, almeno per ora, i più prestigiosi nomi dell’Italia del vino.
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