Se il mercato del vino al consumo cerca ancora di uscire da una lunga fase di rallentamento, quello del collezionismo enoico sembra tornare a vivere di vita propria. Lo dice la leggera ripresa degli indici del Liv-Ex, con l’Italia sugli scudi, come abbiamo raccontato. E lo dicono anche i dati su un primo semestre da record per alcune delle case d’asta più importanti a livello mondiale. Come la storica casa americana Acker Wines, la cui “prima metà del 2026 è stata da record. Acker ha registrato il più alto volume d’asta mai raggiunto in un periodo compreso tra gennaio e giugno nella storia dell’azienda, conquistando il 42% della quota di mercato globale”, per un totale di 125 milioni di dollari. Ma parla di una prima metà dell’anno da record anche Sotheby’s Wine & Spirits, la divisione enoica della londinese Sotheby’s, che in 29 aste con 13.000 lotti proposti, ha visto aggiudicazioni per 49,2 milioni di dollari, e un tasso di aggiudicazione del 94%. Numeri destinati a crescere in maniera robusta, quelli di Sotheby’s, che dal 16 al 19 settembre, a New York, manderà in scena la sua “Nightcap”, una serie di cinque aste affiancate da un programma selezionato di esperienze rivolte a importanti collezionisti, produttori e appassionati, con un catalogo tra i più importanti di sempre, con oltre 10 milioni di dollari di vini e distillati d’eccezione a disposizione. Con lotti destinati a far parlare di loro, per prestigio e quotazioni. Come quello da 6 magnum di Vosne Romanée Cros Parantoux 1993 di Henri Jayer, con una stima di aggiudicazione tra i 190.000 ed i 260.000 dollari, o la mathusalem (6 litri) di Romanée Conti 2002 Domaine de la Romanée-Conti, stimata da 150.000 e 200.000 dollari, o ancora il lotto dedicato a Château Haut-Brion, con visite in azienda e vini esclusivi, come 8 annate storiche tra la 1935 e la 2009 contenute nella Linley 75th Anniversary console, creata ad hoc per celebrare il 75esimo anniversario dell’acquisto di Château Haut-Brion da parte della famiglia Dillon, con una stima tra 130.00 e 260.000 dollari. Solo alcuni esempio di un catalogo monumentale, per la stragrande maggioranza francese, ma dove non mancano perle italiane. Come il lotto da 12 bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva 1991 di Soldera Case Basse, stimato tra 8.000 e 11.000 dollari, poco più del lotto quasi gemello (stesso vino , ma 11 bottiglie). Quotazione importante anche quello per 6 bottiglie di Barbaresco Riserva 1900 di Bruno Giacosa, tra 5.000 e 7.500 dollari, mentre quota tra i 3.000 ed i 3.700 dollari il lotto da 12 bottiglie di Sassicaia 2005. In catalogo insieme a tanti nomi del grande vino italiano, da Bartolo Mascarello a Giacomo Conterno, da Tignanello a Solaia (Antinori) da Masseto a Ornellaia (Frescobaldi), e non solo.
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