Non solo esperienze professionali, caratteristiche personali e hobby: per Iñaki Ereño, ceo di Bupa (British United Provident Association Limited, compagnia multinazionale britannica di assicurazione sanitaria con oltre 43 milioni di clienti nel mondo), uno dei test per giudicare - ed eventualmente assumere - un potenziale candidato in un colloquio di lavoro è portarlo al ristorante. Qui, da come questi ordina il vino e tratta i camerieri, si possono capire molte cose. Secondo Ereño, infatti, un colloquio di un’ora non è neanche lontanamente sufficiente per sapere se vale davvero la pena assumere qualcuno, quindi lui sottopone i candidati a 6 ore di test in 3 riunioni separate, incluso un incontro al ristorante. “Tendono a non piacermi le persone che non hanno alcuna iniziativa - ha dichiarato Ereño al magazine “Fortune” - immagina se la mia bevanda fosse un bicchiere d’acqua. Sarei molto felice se qualcuno mi dicesse: ti dispiace se bevo un bicchiere di vino?”. Ma non sono mancate le critiche a questa dichiarazione: secondo l’opinione comune, si tratta di un metodo che escluderebbe automaticamente alcune categorie di persone, come donne incinte o chi non beve vino per motivi religiosi.
Quando gli è stato chiesto come assumesse nuovi dipendenti, il ceo di Bupa ha detto che non gli piacciono i follower, “quelli che dicono “oh, prenderò anche io un bicchiere d’acqua, non voglio vino”. Sii più proattivo, meno passivo. Prenditi dei rischi, prendi iniziative”, ha dichiarato Ereño. Ma il “test del ristorante” non riguarderebbe solo il tipo di bevanda ordinata dal candidato. Il ceo di Bupa ha rivelato che osserva attentamente anche come il suo ospite a pranzo interagisce con i camerieri: “il modo in cui tratti il cameriere, per me, è un’ossessione. Voglio vedere quanto sei gentile. Devi essere rispettoso” ha detto.
Tuttavia, non tutte le reazioni alle sue dichiarazioni sono state positive, in particolare per la parte che riguarda il vino. “La decisione di Ereño di classificare la bevanda che qualcuno ordina a cena in base alla sua capacità di prendere iniziativa elimina i candidati di più religioni, così come le donne incinte e alcune persone con disabilità”, ha scritto la consulente delle risorse umane Suzanne Lucas.
Ma non si tratta dell’unico caso di metodo insolito per la valutazione di potenziali candidati: Steve Jobs di Apple aveva il “test della birra”. Invece di svolgere il colloquio in un ristorante o in un bar, portava i candidati in una passeggiata informale per scoprire come fossero fuori dal lavoro. Si chiedeva poi: “berrei una birra con questa persona? Parlerei con lui o con lei in modo rilassato durante una passeggiata?”. Se la risposta era no, non venivano assunti.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026



























































































































































































