Come sarà la vendemmia 2026 per lo Champagne? Dopo un inizio di raccolto da “record”, a livello di tempistiche - come raccontato da WineNews - è già tempo di una prima valutazione qualitativa, che viene definita “particolarmente incoraggiante” dal Comité Champagne, l’organismo interprofessionale della filiera dello Champagne che rappresenta oltre 16.000 viticoltori e 350 maison. E questo perché, “nonostante le condizioni climatiche eccezionali e le rese moderate, le uve si presentano in ottima salute e mostrano un equilibrio molto promettente. Tutti gli ingredienti sono presenti per produrre vini di qualità eccezionale”. Non sarà una vendemmia abbondante per lo Champagne: le stime di Agreste al 1 settembre, diffuse nei giorni scorsi e che abbiamo riportato, parlano di 1,3 milioni di ettolitri (-48% sul 2025, -46% sulla media quinquennale 2021-2025), ma sulla qualità c’è fiducia. E se, spiega il Comité Champagne è “ancora troppo presto per caratterizzare in modo definitivo i vini della vendemmia 2026”, allo stesso tempo, “l’annata possiede già tutte le caratteristiche per produrre grandi vini, persino eccezionali”, ricordando annate storiche come quelle del 1921, 1947 e 1959. Intanto è arrivata una novità, rimbalzata dalla Francia, con una deroga temporanea, per la vendemmia di quest’anno, che prevede l’autorizzazione a commercializzare bottiglie con una gradazione alcolica superiore al 13%, fino a un tetto massimo del 15%.
Secondo David Chatillon, presidente dell’Unione delle Maison di Champagne e co-presidente del Comité Champagne, “grazie alla mobilitazione dell’intero settore, siamo riusciti a raccogliere questa vendemmia eccezionalmente precoce in ottime condizioni, con una qualità notevole. Questo successo testimonia la forza collettiva della regione dello Champagne, che ha saputo adattare la propria organizzazione con grande reattività. Le uve sono bellissime, sane e mature. Abbiamo tutti gli ingredienti per produrre Champagne, e persino grandi Champagne”.
La campagna vinicola del 2026, per lo Champagne, sarà ricordata come una delle più atipiche: gelate primaverili di intensità storica, una fioritura molto precoce e cinque ondate di calore durante l’estate. Il processo di maturazione si è svolto a un ritmo eccezionale tanto che è stato ufficialmente dichiarato l’inizio della vendemmia il 12 agosto, sebbene i primi grappoli fossero stati raccolti già il 6 agosto. Dal 17 agosto in poi, la vendemmia è diventata generalizzata, con quasi 14 giorni di anticipo rispetto alla data prevista per il 2025. Un calendario “inedito” tanto che la vendemmia 2026 sarà la più precoce mai registrata nella regione dello Champagne. Il Comité ha affermato che “la resa agronomica media dovrebbe essere moderata, principalmente a causa dei grappoli più piccoli dovuti alla siccità. Ma al di là del volume, l’aspetto più significativo di questa vendemmia è la qualità della materia prima: le uve hanno raggiunto la maturazione in condizioni eccezionali”.
Toubart ha aggiunto che la campagna vinicola 2026 “rimarrà un’annata atipica che ha profondamente stravolto i nostri punti di riferimento. I viticoltori hanno dovuto adattare il loro lavoro. La loro capacità di risposta e di adattamento sono state cruciali per affrontare la sfida di questa vendemmia eccezionale”. Di fronte all’accelerazione del processo di maturazione, l’intero settore ha dovuto adattare le proprie attività quasi in tempo reale. I programmi sono stati riorganizzati, le squadre mobilitate e la vendemmia è stata completata rapidamente, “senza mai compromettere la qualità”. Sono state implementate, è stato spiegato, misure specifiche per garantire la sicurezza della vendemmia di fronte al caldo intenso. All’inizio della vendemmia, infatti, quando le temperature erano al loro apice, gli operatori hanno adeguato gli orari di lavoro e rafforzato le misure preventive. Successivamente, dal 17 agosto in poi, si sono registrate temperature più moderate.
Adesso la “palla” passa ai responsabili di cantina, gli “chefs de caves”. Per il Comité Champagne, “i mosti presentano caratteristiche raramente riscontrabili nello Champagne. Nonostante l’elevato grado di maturazione, conservano le qualità essenziali: un equilibrio profondamente tipico dello Champagne. All’assaggio, esprimono una notevole freschezza e concentrazione, ma anche abbondanza di frutta e finezza. La raccolta manuale dei grappoli interi, unita a una pressatura delicata e a una meticolosa frazionatura, ha preservato l’integrità delle uve e il potenziale di acidità di quest’annata particolarmente matura. I maestri di cantina dispongono di una materia prima di altissima qualità e di una gamma particolarmente ricca per sviluppare i loro blend, composta in particolare da tre vendemmie dai profili molto diversi: il 2024, un’annata piovosa e caratterizzata dalla freschezza; il 2025, un’annata calda; e il 2026, un’annata caldissima con caratteristiche senza precedenti”.
Che le ondate di calore stanno riscrivendo le regole dello Champagne lo si nota anche da un altro aspetto. In questo contesto particolare, con il caldo che non influisce solo sui tempi, ma anche sulle caratteristiche delle uve, più di qualche maison sta, infatti, valutando di destinare una parte significativa delle uve idealmente destinate allo Champagne, alla produzione di vini fermi sotto la denominazione “Coteaux Champenois”. Ma con i cambiamenti climatici, ormai non più da considerare fenomeni eccezionali, l’impressione è che novità e accorgimenti faranno sempre più parte della programmazione delle vendemmie, in Francia e non solo.
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