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LO SCENARIO

Agricoltura, clima, acqua e Ai nel discorso sulla “Stato dell’Unione” di Ursula von der Leyen

La Presidente della Commissione Ue: “gli agricoltori europei sono i migliori del mondo”. Ma climate change e mercati chiedono misure urgenti
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La Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen

La sicurezza (militare, ma anche alimentare), l’autosufficienza energetica (e non solo), ma anche clima, acqua, agricoltura: sono tanti i punti toccati dalla Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nel suo discorso di oggi sullo “Stato dell’Unione”, che anticipa di qualche settimana la (ben più concreta) programmazione del prossimo quadro finanziario Ue (con grande attenzione da parte della filiera agricola alla riforma della Pac, che ancora rischia di essere tagliata nella sostanza dei fondi, e alterata nella forma, con una sorta di “rinazionalizzazione”, ma non solo). Ma intanto, nel suo discorso, von der Leyen ha annunciato nuove iniziative per la gestione delle risorse idriche e dei rischi climatici. Al centro anche assicurazioni, colture resistenti alla siccità e Intelligenza Artificiale applicata all’agroalimentare. Tutto partendo dall’attualità di un’estate definita “della verità”, particolarmente dura dal punto di vista climatico, con 12 milioni di tonnellate di colture perdute, 660.000 ettari bruciati e un sistema agricolo sempre più esposto a siccità, incendi e inondazioni, e temperature record che, anche con il ritiro dei ghiacciai, avrebbero mostrato, secondo Bruxelles, quanto rapidamente stiano cambiando le condizioni ambientali nelle quali operano le imprese agricole europee. Nel discorso, la crisi climatica viene presentata non soltanto come una questione ambientale, ma come un problema produttivo, economico e sociale. Proprio la perdita dei milioni di tonnellate di colture è il dato che rende più evidente il collegamento tra eventi estremi e tenuta del sistema agroalimentare.
La Commissione, dunque, secondo von der Leyen, intende quindi procedere contemporaneamente sul fronte della riduzione delle emissioni e su quello della capacità di adattamento. Per von der Leyen non si può scegliere tra “mitigazione e adattamento”: le due strategie devono sostenersi a vicenda.
Il mese prossimo Bruxelles presenterà un nuovo quadro europeo per la resilienza climatica. Il progetto prevede l’individuazione di 100 territori particolarmente vulnerabili, la valutazione dei rischi e la definizione del livello istituzionale più adatto per gestirli. Un’attenzione specifica sarà riservata alla dimensione locale, dove si realizzano concretamente gli interventi di prevenzione e adattamento.
Tra le soluzioni indicate compaiono le colture resistenti alla siccità, le opere di prevenzione delle inondazioni e le tecnologie di raffrescamento ad alta efficienza energetica. Ambiti nei quali, secondo la Presidente, l’Europa possiede già competenze industriali e scientifiche che potrebbero trasformarsi in un mercato strategico.
Tra i passaggi più rilevanti per il settore primario, quello che riguarda la “sicurezza idrica e alimentare”. La scarsità d’acqua, ha sottolineato von der Leyen, non minaccia soltanto l’agricoltura, ma anche la produzione energetica e il funzionamento delle catene di approvvigionamento. La Presidente ha richiamato un dato significativo: quasi un quarto dell’acqua immessa nei sistemi idrici europei andrebbe disperso, soprattutto a causa delle perdite delle infrastrutture. La Commissione annuncia, perciò, una nuova iniziativa europea per l’acqua, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e rafforzare la disponibilità della risorsa per industria, coltivazioni e allevamenti. Il legame con la sicurezza alimentare, ha sottolineato la von der Leyen, è diretto.
Senza disponibilità idrica vengono compromessi interi raccolti e diventa più difficile garantire il benessere e la sopravvivenza del bestiame. La futura iniziativa dovrà, quindi, tradursi anche in una migliore pianificazione degli usi, in infrastrutture più efficienti e in una gestione preventiva delle situazioni di scarsità.
Un altro nodo riguarda la copertura economica dei danni. Oggi, ha osservato von der Leyen, soltanto il 25% circa delle perdite provocate dalle catastrofi naturali in Europa è coperto da assicurazioni private. I costi non assicurati finiscono, così, per ricadere sulle imprese, sulle famiglie e, in ultima istanza, sui bilanci pubblici. Per ridurre questa vulnerabilità, la Commissione istituirà un’Alleanza per l’assicurazione contro i rischi climatici. Nel comparto agricolo l’intervento potrebbe risultare particolarmente importante, considerata la frequenza crescente degli eventi estremi e la difficoltà, soprattutto per le aziende più piccole, di sostenere premi elevati o assorbire perdite ripetute. Nel riconoscere il ruolo svolto dal settore durante un’estate segnata dalle emergenze, la Presidente ha affermato, comunque, che “gli agricoltori europei sono i migliori al mondo”, assicurando il sostegno delle istituzioni dell’Unione.
Ovviamente, si è parlato anche di Intelligenza Artificiale, in vari ambiti, compreso quello dell’agroalimentare, che è uno dei 5 settori strategici individuati dalla Commissione per l’applicazione dell’Ai industriale, insieme a sanità, trasporti, manifattura avanzata, difesa e spazio. Per l’agricoltura, in particolare, per la Presidente della Commissione Ue, le possibili applicazioni comprendono l’ottimizzazione dell’irrigazione, il monitoraggio dello stato delle colture, l’impiego mirato dei fattori produttivi e la previsione dei rischi climatici e fitosanitari. Von der Leyen ha tuttavia insistito sulla necessità di sviluppare sistemi più responsabili, meno costosi e caratterizzati da consumi energetici inferiori.
Ma secondo la Commissione, la strategia agricola europea si inserisce in una cornice economica più ampia. Gli elevati prezzi dell’energia continuano, infatti, a pesare sulla competitività delle imprese europee, comprese quelle agricole e della trasformazione alimentare. La Commissione punta ad aumentare la produzione interna di energia pulita, accelerare l’elettrificazione e rafforzare reti e sistemi di accumulo.

Ovviamente, si guarda anche alla politica commerciale, e agli effetti degli accordi conclusi con India, Mercosur, Messico, Australia e Indonesia. In un’apertura di nuovi mercati che, è stato ricordato, offre opportunità alle esportazioni agroalimentari europee, ma alimenta anche il confronto sulla reciprocità degli standard, sulla concorrenza delle importazioni e sulla tutela delle produzioni interne.
Ma dalle parole, come sempre, ora si dovrà passare ai fatti. E negli ultimi anni, il rapporto tra Commissione Europea e mondo agricolo non è stato esattamente “sereno”, come raccontano anche la tante manifestazioni a Bruxelles, a volte anche “poco pacifiche” che abbiamo visto anche recentemente.

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