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Parmigiano Reggiano “fake” al Sial di Parigi, una delle più importanti fiere food del mondo

Il Consorzio interviene per rimuovere i prodotti non conformi. Il giro d’affari del falso Parmesan fuori dall’Ue stimato in oltre 2 miliardi di euro

Dal formaggio made in Usa chiamato “Shredded Parmesan cheese” a quello ucraino con la scritta in etichetta “Parmental cheese”, passando per una salsa al formaggio prodotta in Egitto recante la denominazione “Ranch Parmesan Sauce”: sono solo alcuni dei prodotti a base di falso Parmigiano Reggiano esposti nei giorni scorsi al Sial di Parigi, una delle più importanti manifestazioni fieristiche al mondo dedicate al food & beverage, che sono stati scovati dal Consorzio del Parmigiano Reggiano nel corso delle attività di vigilanza. Il Consorzio ha immediatamente richiesto l’intervento delle autorità francesi competenti (la Direction Départementale de la Protection des Populations de la Seine-Saint-Denis) per due formaggi che utilizzavano nomi evocativi e per sei prodotti trasformati che indicavano come ingrediente “Parmesan”, di cui quattro in modo illecito e due da verificare. L’autorità francese, con la quale il Consorzio ha collaborato anche nelle scorse edizioni della fiera, ha agito tempestivamente rimuovendo i sei prodotti non conformi dall’esposizione al pubblico. Il Consorzio stima che il giro d’affari del falso Parmigiano Reggiano fuori dall’Unione Europea sia di oltre 2 miliardi di euro, circa 200.000 tonnellate di prodotto, ossia quasi tre volte il volume del Parmigiano Reggiano esportato.
Non è la prima volta che, nel corso della fiera, il Consorzio individua casi di illecito, in particolare di usi di nomi evocativi della Dop vietati all’interno dell’Unione Europea: grazie alla sentenza ottenuta dalla Commissione e dal Consorzio nel febbraio 2008 presso la Corte di Giustizia Ue, è stato infatti sancito che il termine “Parmesan” non è generico, ma dev’essere considerato un’evocazione della denominazione “Parmigiano Reggiano” e non può essere utilizzato per formaggi non conformi al disciplinare della Dop.
“Il tempestivo intervento delle autorità francesi conferma l’efficacia del sistema Ue a tutela delle Dop, che oggi obbliga gli Stati membri a una vigilanza diretta sulle denominazioni d’origine - ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano - è un livello di protezione purtroppo ancora lontano in molte aree extra-Ue, dove le contraffazioni continuano a danneggiare le nostre esportazioni e a ingannare i consumatori. Tuttavia, questo ennesimo caso di violazione all’interno dell’Unione dimostra che serve un ulteriore salto di qualità: abbiamo bisogno di regole comuni per tutti gli enti fieristici europei affinché garantiscano eventi realmente “fake free”, evitando ai consorzi e ai tribunali di dover intervenire a posteriori con costi inutili e gravosi”.

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