A primeggiare è la Spagna, ma c’è anche l’Italia, come da tradizione, nell’élite della grande cucina mondiale, con 5 ristoranti nella Top 50 che diventano 6 nella complessiva Top 100, pur non finendo tra le prime 10 posizioni. Al Teatro Municipal de Lima, in Perù, si è tenuta la cerimonia di premiazione di “The World’s Best Restaurant” 2026, by S. Pellegrino & Acqua Panna, la prestigiosa classifica dei migliori ristoranti mondiali, dove, al n. 1, spicca l’Asador Etxebarri, situato ad Atxondo, nei Paesi Baschi, nominato “The World’s Best Restaurant” 2026 e guidato da chef Bittor Arginzoniz, il “re” della cucina alla brace. Posizione n. 2 per il Gaggan, a Bangkok, in Thailandia, dello chef Gaggan Anande, a chiudere il podio, posizione n. 3 per l’Alchemist di Copenaghen dello chef Rasmus Munk.
Nella Top 50 ci sono 5 ristoranti italiani: alla posizione n. 20 il ristorante tristellato Piazza Duomo di Alba dello chef Enrico Crippa, tempio dell’alta cucina italiana di proprietà della famiglia Ceretto, tra i grandi nomi delle Langhe e del Barolo (era alla posizione n. 32 nel 2025); alla n. 24 c’è Al Gatto Verde, a Modena, una stella Michelin, guidato dalla chef Jessica Rosval, e parte della Francescana Family di Massimo Bottura (che, con l’Osteria Francescana, è stato n. 1 di “The 50 Best Restaurants” nel 2016 e 2018 entrando nei “Best of the Best” che non partecipano alla competizione, ndr) e Lara Gilmore, che fa il suo ingresso nella classifica 1-50. Per Jessiva Rosval anche la soddisfazione ed il prestigio di essere premiata anche come “Best Female Chef Award” 2026. Posizione n. 27 per il Reale di Castel di Sangro dello chef Niko Romito, tre stelle Michelin, una istituzione dell’alta cucina del Belpaese e, n. 38, per un altro tristellato, l’Atelier Moessmer dello chef Norbert Niederkofler di Brunico. Nella Top 50, alla posizione n. 43 c’è anche Le Calandre dei fratelli Alajmo, a Rubano, tre stelle Michelin. Le posizioni dalla n. 51 alla 100 erano già state svelate con la presenza, per l’Italia, del tristellato Uliassi di Mauro Ulisassi, a Senigallia.
La classifica di “The 50 Best Restaurants” 2026 è stilata sulla base dei voti della “The 50 Best Restaurants Academy”, composta da oltre 1.100 esperti internazionali del settore della ristorazione, con una rappresentanza di genere paritaria (50/50) e un ricambio annuale di almeno il 25% dei membri. La classifica, quest’anno, comprende ristoranti provenienti da 28 Paesi distribuiti 6 continenti, con 11 nuove entrate e 5 ristoranti rientrati nella classifica.
Tra i premi speciali, l’executive chef Ivan Ralston di Tuju a San Paolo (n. 16) si aggiudica l’“Highest New Entry Award”, mentre il Kadeau (n. 8) di Copenaghen conquista l’“Highest Climber Award”, guadagnando 33 posizioni rispetto alla classifica del 2025. Jessica Rosval, head chef del ristorante Al Gatto Verde (n. 24), conquista il “Best Female Chef Award”. “Alla guida del ristorante di Massimo Bottura, Casa Maria Luigia a Modena - si legge in una nota - Rosval viene premiata per la sua inconfondibile tecnica di cottura alla brace e per il suo impegno a favore della sostenibilità e dell’inclusione sociale attraverso Roots, un ristorante a vocazione sociale di cui è cofondatrice, nato per offrire alle donne migranti nuove opportunità di emancipazione attraverso la formazione professionale in ambito culinario”. Ferran Adrià, chef e ristoratore visionario alla guida del leggendario El Bulli, riceve il “SevenRooms Icon Award”: riconosciuto per il suo impegno nella ricerca e nella formazione culinaria attraverso la El Bulli Foundation, un’istituzione pionieristica senza scopo di lucro, continua a portare valore al futuro della ristorazione, ispirando le nuove generazioni di chef. Junghyun Park del ristorante Atomix (n. 11) di New York, riceve l’“Estrella Damm Chefs’ Choice Award”, unico riconoscimento assegnato attraverso il voto dei colleghi chef: il premio celebra il suo impegno nell’innovazione dell’alta cucina coreana e la sua continua influenza sulla scena gastronomica contemporanea mondiale. Dej Kewkacha riceve, invece, il “Best Pastry Chef Award”: autodidatta e figura di riferimento della scena asiatica, Kewkacha ha ridefinito l’esperienza del dessert, valorizzando i sapori locali attraverso percorsi omakase di alta cucina dedicati alla pasticceria. Un approccio che le è valso il titolo di “Asia’s Best Pastry Chef” 2025.
Doris Lam è stata, inoltre, insignita della borsa di studio “The 50 Best Restaurants Scholarship”, in collaborazione con Parmigiano Reggiano. Ex giornalista enogastronomica, ha scelto di lasciare una carriera già avviata per intraprendere un percorso di formazione e affermarsi come chef. Grazie alla borsa di studio, avrà l’opportunità di acquisire preziose competenze attraverso stage retribuiti al The Fat Duck a Bray, nel Regno Unito, guidato dallo chef Heston Blumenthal, nominato n. 1 nella classifica “The World’s 50 Best Restaurants” nel 2005 e oggi membro onorario della “hall of fame Best of the Best”, e al Salsify at the Roundhouse a Città del Capo, in Sudafrica, guidato dagli chef Ryan Cole e Nina du Toit, attualmente alla posizione n. 71. Il “Best Sommelier Award”, viene assegnato a Lesley Liu, head sommelier dell’Odette a Singapore. Naar (No.49) a Kasauli viene proclamato vincitore del “Sustainable Restaurant Award”, grazie al suo forte impegno a favore della sostenibilità. La cucina utilizza ingredienti provenienti dalla regione dell’Himalaya, adattando il menu alle sei stagioni che caratterizzano la catena montuosa. Il team sviluppa inoltre soluzioni innovative per valorizzare gli scarti in cucina e ha adottato antiche tecniche Himalayane, come l’utilizzo della cenere di legno duro, per conservare e proteggere gli alimenti deperibili.
L’evento ha celebrato anche i vincitori dei premi speciali già precedentemente annunciati. Tra questi, il “Champions of Change Award” con illycaffè, assegnato al Ghana Food Movement, un’organizzazione guidata da un team di giovani che sta trasformando il sistema alimentare del Ghana attraverso l’educazione, la valorizzazione degli ingredienti autoctoni e il coinvolgimento delle comunità locali; l’“Art of Hospitality Award”, assegnato al Tuju di San Paolo, mentre lo Yiaga di Melbourne ha ricevuto il “Visa One to Watch Award”.
Focus - “The World’s Best Restaurant” 2026
1 - Asador Etxebarri - Atxondo
2 - Gaggan - Bangkok
3 - Alchemist - Copenaghen
4 - Quintonil - Città del Messico
5 - Wing - Hong Kong
6 - The Chairman - Hong Kong
7 - Kjolle - Lima
8 - Kadeau - Copenaghen
9 - Diverxo - Madrid
10 - Plénitude - Parigi
11 - Atomix - New York
12 - Sorn - Bangkok
13 – Mérito - Lima
14 - Sühring - Bangkok
15 - Odette - Singapore
16 - Tuju - San Paolo
17 - Mingles - Seul
18 - Nusara - Bangkok
19 - Jan - Monaco di Baviera
20 - Piazza Duomo - Alba
21 - Meet the Bund - Shanghai
22 - Boragó - Santiago
23 - Vyn - Skillinge
24 - Al Gatto Verde - Modena
25 - Lasai - Rio de Janeiro
26 - Masque - Mumbai
27 - Reale - Castel di Sangro
28 - Trèsind Studio - Dubai
29 - Enigma - Barcellona
30 - Steirereck - Vienna
31 - Celele - Cartagena
32 - Potong - Bangkok
33 - Elkano - Getaria
34 - Le Coquillage - Saint-Méloir-des-Ondes
35 - La Colombe - Città del Capo
36 - Ru Yuan - Hangzhou
37 - Nuema - Quito
38 - Atelier Moessmer Norbert Niederkofler - Brunico
39 - Schloss Schauenstein - Fürstenau
40 - Jordnær - Copenaghen
41 - Onjium - Seul
42 - Bozar - Bruxelles
43 - Le Calandre - Rubano
44 - Don Julio - Buenos Aires
45 - Mayta - Lima
46 - El Chato - Bogotá
47 - Le Louis XV – Alain Ducasse - Montecarlo
48 - Ikoyi - Londra
49 - Naar - Kasauli
50 - Saint Peter - Sydney
51 - Uliassi - Senigallia
52 - La Cime - Osaka
53 - Ling Long - Shanghai
54 - Nelita - San Paolo
55 - Alcalde - Guadalajara
56 - Sazenka - Tokyo
57 - Koan - Copenaghen
58 - Frantzén - Stoccolma
59 - Narisawa - Tokyo
60 - Hiša Franko - Kobarid
61 - Florilège - Tokyo
62 - Fu He Hui - Shanghai
63 - The Jane - Anversa
64 - Seroja - Singapore
65 - Fyn - Città del Capo
66 - Willem Hiele - Oudenburg
67 - Arpège - Parigi
68 - Evvai - San Paolo
69 - Cocina Hermanos Torres - Barcellona
70 - Kol - Londra
71 - Salsify at the Roundhouse - Città del Capo
72 - Eatanic Garden - Seul
73 - Chef Tam’s Seasons - Macao
74 - Le Du - Bangkok
75 - Belcanto - Lisbona
76 - Nobelhart & Schmutzig - Berlino
77 - Caprice - Hong Kong
78 - Mosu - Seul
79 - Huniik - Mérida
80 - Txispa - Atxondo
81 - Septime - Parigi
82 - Coda - Berlino
83 - The Ledbury - Londra
84 - Le Doyenné - Saint-Vrain
85 - Tim Raue - Berlino
86 - Eliane - Bruxelles
87 - Arca - Tulum
88 - FZN - Dubai
89 - Burnt Ends - Singapore
90 - Baan Tepa - Bangkok
91 - Den - Tokyo
92 - Lamdre - Pechino
93 - SingleThread - Healdsburg
94 - Neolokal - Istanbul
95 - Mil - Cusco
96 - Rosetta - Città del Messico
97 - Khufu’s - Giza
98 - Labyrinth - Singapore
99 - Fauna - Valle de Guadalupe
100 - Aponiente - El Puerto de Santa María
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