C’è una città al mondo dove una cena degustazione, o meglio il fine dining, costa più di tutte le altre, ed è Shangai, in Cina. Ed un’altra dove un calice di Champagne si paga più che altrove, Santiago del Cile, in Cile. Curiosità che arrivano dal “Global Wealth & Lifestyle Report” 2026 di Julius Baer, uno dei più importanti gruppi svizzeri di private banking, che, ogni anno, analizza i prezzi di immobili, gioielli, automobili, fine dining, vino e altri beni di lusso nelle città più importanti del mondo. A livello generale, il ranking delle città più care al mondo in termini assoluti vede, al primo posto, Singapore, saldamente in testa in questa classifica ormai per la quarta volta consecutiva visto l’elevato prezzo degli immobili residenziali e delle automobili, i due elementi con il peso maggiore nel calcolo. L’indice si basa su un paniere di 20 beni e servizi - dalle vacanze alle supercar, passando per gioielli, borse e scarpe firmate - che rappresentano gli acquisti privilegiati degli “high-net-worth-individuals” (Hnwi), ovvero chi ha un patrimonio netto che supera il milione di dollari. Il costo di questi articoli in 25 città-chiave viene quindi confrontato per esaminare le tendenze a livello globale. In seconda posizione c’è Zurigo, in Svizzera, mentre nel terzo gradino del podio troviamo per la prima volta Monaco, che ha spinto Hong Kong al quarto posto. Poi Londra (n. 5), Shangai (n. 6), Parigi (n. 7), Sidney (n. 8), Milano (n. 9) e Bangkok (n. 10). Il report mostra un aumento del +10,2% del costo medio dei beni e servizi di lusso, trainato dall’aumento dei costi delle materie prime e dalle fluttuazioni valutarie. I prezzi dei beni di lusso fisici sono cresciuti del +12,3%, con impennate significative nella gioielleria (+16,4%) e negli orologi (+15,5%). Ma, ancora una volta, sono le esperienze a dominare le spese nei vari continenti, trainate da una forte domanda per l’ospitalità di lusso e la ristorazione premium. Le spese maggiori per quanto riguarda il fine dining si riscontrano nell’area dell’Asia-Pacifico, indicato dal 66% del campione, con il 60% registrato in Medio Oriente, il 37% in Europa e il 33% nel Nord America. Per il vino, invece, è il Sudamerica la regione del mondo dove si spende di più: il 32% degli intervistati ha ammesso di aver utilizzato la maggior parte dei propri soldi proprio per gustarsi, o acquistare, fine wines e Champagne. Il vino è, quindi, parte del consumo “esperienziale” che continua a crescere, anche in un contesto di incertezza geopolitica. Ma se Santiago del Cile è la città del mondo dove lo Champagne ha i prezzi più alti, Milano - in questa sezione di classifica - si trova in posizione n. 11 e il capoluogo meneghino ha i prezzi più alti anche di Parigi (n. 22), capitale del Paese produttore, la Francia. Mentre Hong Kong è la metropoli dove un calice di Champagne è “meno caro”. Per i costi del fine dining, invece, dopo Shangai (n. 1), Milano (unica città italiana tra le 25 più costose in classifica, ndr) si colloca al posto n. 5, e qui Parigi la scavalca: è al n. 2 davanti a Hong Kong (n. 3) e Monaco (n. 4). Si spende relativamente meno, invece, a Johannesburg, in Sudafrica (n. 25).
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