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LO SCENARIO

Se la redditività di una cantina dipende più dalla sua gestione, che da dimensioni e “territorio”

A dirlo lo studio “2026 State of Winery Health Report” di InnoVint. “Il 75% delle cantine con processi operativi solidi genera profitti”
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Wine business, la gestione della cantina fa la differenza

In un settore come quello del vino, le dimensioni dell’azienda ed il prestigio del territorio, ovviamente, hanno il loro ruolo importante nei bilanci, così come il valore del brand e non solo. Eppure, non tutte le cantine conosciute e di territori importanti, guadagnano tanto, così come non tutte le cantine meno famose, e di territori meno celebri e prestigiosi, non generano reddito. Perché gran parte della redditività di un’azienda del vino (di cui in Italia, secondo varie analisi, con valori intorno al 40% ed oltre, ci sono realtà come la Tenuta San Guido, e dalla Marchesi Antinori a Jermann, alla Tenuta di Biserno, solo per citare gli esempi più alti della famiglia Antinori), come, del resto, in ogni altro settore, passa dall’efficacia della gestione aziendale.
Concetto che ci ha raccontato più volte, tra gli altri, Renzo Cotarella, “storico” ad della Marchesi Antinori (anche in questo video) . E oggi rimesso nero su bianco da una ricerca by InnoVint, piattaforma operativa per la gestione delle aziende vinicole, che, nel suo rapporto “2026 State of Winery Health Report”, ha sondato le opinioni di 541 professionisti del settore (per la maggioranza dagli Usa, ma non solo), da cui emerge che perché un’azienda vitivinicola sia “sana”, sia fondamentale mantenere una struttura snella e redditizia, conoscere bene i proprio numeri, gestire le operazioni con rigore, investire in cultura aziendale, ed essere radicata nella comunità e nel territorio.
Temi che possono suonare banali, ma che non sempre sono così scontati. Inoltre, dal rapporto, emerge che “una cantina non deve necessariamente crescere per essere redditizia. Le aziende con vendite stabili realizzano profitti quasi con la stessa frequenza di quelle in crescita: il 57% contro il 58%. A determinare la redditività è il modo in cui l’attività viene gestita: il 75% delle cantine con processi operativi solidi genera profitti, rispetto al 26% di quelle con difficoltà operative, indipendentemente dalle dimensioni o dalla regione”.
Ancora, secondo il sondaggio, il 75% delle cantine ritiene che i propri vini abbiano un prezzo corretto, ma soltanto il 56% conosce il profitto generato da ogni singolo vino, e la metà stabilisce i prezzi senza conoscere il margine per prodotto. Le aziende che monitorano il profitto di ciascun vino hanno più del doppio delle probabilità di essere redditizie.
Inoltre, l’applicazione concreta dell’Intelligenza Artificiale inizia a distinguere le aziende vincenti. Nel primo anno in cui il rapporto analizza questa tecnologia, il 60% delle cantine utilizza già l’Ia, soprattutto nelle vendite e nel marketing. Le aziende che la impiegano in tre o più aree hanno più del doppio delle probabilità di dichiarare benefici concreti.
“Ciò che mi ha colpito di più è che il successo di un’azienda vinicola dipende meno da ciò che non può controllare e più da ciò che, invece, può controllare - ha dichiarato Ashley Leonard, Ceo e fondatrice InnoVint - le tendenze regionali, la situazione delle scorte e il budget hanno inciso molto meno di quanto ci aspettassimo. Ciò che distingue le aziende vinicole che ottengono buoni risultati è il modo in cui gestiscono l’attività”.

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