Quando nel 1973 Roberto Ceraudo decise di cominciare a coltivare la terra di Contrada Dattilo nel crotonese, con viti, olivi e agrumi, fu di certo un pioniere. Ruolo che continuò a svolgere anche negli anni Ottanta del secolo scorso, scegliendo l’agricoltura biologica (certificata dal 1990), allora pratica quasi del tutto sconosciuta a queste latitudini. Oggi l’azienda, a cui si è aggiunta anche un’articolata impresa per l’ospitalità, conta su 25 ettari allevati a vigneto, producendo complessivamente 95.000 bottiglie. Con lui lavorano i figli Susy, Antonio e Caterina, quest’ultima cuoca che segue il ristorante gourmet “Dattilo”, altra prelibatezza aggiuntasi a quelle prodotte dalla terra. Ma tornando alle bottiglie, la cantina produce vini a partire dalle varietà di antica coltivazione come il Pecorello, il Mantonico, la Malvasia, il Greco, il Gaglioppo, il Magliocco e il Greco Nero, con un contributo significativo anche degli internazionali Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot e Petit Verdot, che alimentano un portafoglio etichette formato da tre bianchi, due rosati e tre rossi. Il Petraro 2022, articolato blend a base di Gaglioppo, Greco Nero, Syrah, Merlot e Petit Verdot, maturato in barrique, profuma di frutta rossa matura e spezie con tocchi di sottobosco. In bocca il sorso è morbido e polposo, dallo sviluppo corposo e articolato e dal finale intenso ancora sul frutto e le spezie.
(fp)
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