Sono solo tre i vini che produce l’azienda Le Vigne di Silvia: il Bolgheri Bianco Giochessa, Vermentino in purezza che ha il nome della beffa o della finta calcistica in toscano; il Toscana Igt Rosso Itinerante, Cabernet Franc in purezza che rappresenta la vita e il costante cambiamento che porta con sé; infine il Bolgheri Rosso Artemio, Cabernet Sauvignon e Franc che maturano in barriques (nuove e usate) per 10 giorni. Dall’annata 2024 ne risulta un vino profumato di macchia mediterranea e piccoli frutti di bosco, con cenni di spezie rinfrescanti. In bocca esordisce con buona aderenza materica, trasformandosi poi in un sorso sapido e fresco, che lascia il sapore di frutta e agrumi rossi, con ricordi ematici sul finale. Il “professor” Artemio è Carlo Fuselli, padre di Silvia e Stefania a cui ha lasciato l’azienda che lui stesso aveva ereditato dal proprio padre Silvio. L’origine dei Fuselli è marchigiana e sono parte di quella storia di Bolgheri che ha contribuito a migliorare l’agricoltura del posto, con sacrificio e dedizione, ma anche con tanta soddisfazione e infine rendimento, grazie al successo della Doc. I terreni su cui l’azienda coltiva le vigne dal 2014 provengono dai possedimenti degli Incisa della Rocchetta, posti poco lontano dal viale dei Cipressi e dalla Vecchia Aurelia, comprati nel lontano 1953. Oggi producono circa 20.000 bottiglie all’anno e sono a conduzione biologica certificata dal 2019.
(ns)
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