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LA DENUNCIA

Crisi fertilizzanti e sostegno economico dell’Ue, il Wwf: “altra occasione persa per l’agroecologia”

L’Ong contro Bruxelles, rea di aver accolto le richieste delle associazioni agricole: “davanti alle crisi continua a supportare modelli insostenibili
AGROECOLOGIA, FERTILIZZANTI, POLITICA AGRICOLA COMUNE, STRETTO DI HORMUZ, UNIONE EUROPEA, WWF ITALIA, Non Solo Vino
Secondo il Wwf la crisi dei fertilizzanti è stata un’occasione persa per l’agroecologia

La crisi dei fertilizzanti, il cui costo a maggio 2026 a causa del blocco dello Stretto di Hormuz è cresciuto del +77% per l’urea e del +32% per il nitrato ammonico con le difficoltà di navigazione che, secondo una stima Coldiretti, hanno ritardato la disponibilità fino a 3 milioni di tonnellate di fertilizzanti al mese, è stata “tamponata” dalla Commissione Europea che ha proposto nei giorni scorsi di rafforzare la riserva agricola della Pac con 300 milioni di euro di fondi aggiuntivi e che già ricevuto il primo via libera da alcuni Paesi (l’Eurocamera voterà la propria posizione negoziale a luglio in plenaria, ndr). Ma secondo il Wwf Italia la scelta di ricorrere a fondi pubblici a sostegno del modello “tradizionale” è stata “un’occasione persa per la transizione ecologica dell’agricoltura”. La recente guerra nel Golfo Persico, un’area strategica per i flussi energetici mondiali, spiega infatti l’Ong, ha messo in evidenza, ancora una volta, la fragilità, vulnerabilità e insostenibilità economica del modello dominante dell’agricoltura europea e nazionale, fortemente energivora e ad alto impiego di input chimici. E di fronte all’evidenza di un’agricoltura che mostra ad ogni crisi internazionale i suoi limiti strutturali e le sue fragilità “si continua a vedere come unica soluzione quella di nuovi sostegni pubblici allo stesso modello”. Dito puntato contro Copa-Cogeca a livello europeo e le maggiori associazioni agricole italiane che “subito si sono affrettate a chiedere all’Unione Europea e al nostro Governo ennesimi provvedimenti finanziari per andare in soccorso degli agricoltori. E l’Unione Europea, di fronte allo spauracchio delle minori produzioni e delle ricadute sull’aumento dei prezzi alimentari, si è subito affrettata a concedere nuovi contributi pubblici per sostenere un’agricoltura ormai insostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale. Il piano fertilizzanti della Commissione Ue prevede anche incentivi per i fertilizzanti organici ma solo nel medio e lungo periodo, con una priorità per l’uso del digestato collegato alla zootecnia intensiva abbassando, per l’ennesima volta, le garanzie a tutela dell’ambiente e della salute pubblica”. Secondo il Wwf Italia, “l’unica risposta efficace a questa ennesima crisi strutturale dell’agricoltura europea sarebbe stata quella di rilanciare la transizione ecologica sostenendo con maggiore forza e convinzione gli obiettivi del Green Deal europeo, con la promozione di pratiche agroecologiche, in grado di ridurre notevolmente il fabbisogno di input esterni”. E invece “per l’ennesima volta gli assertori della sostenibilità dell’agricoltura europea hanno confermato i loro reali interessi, salutando con soddisfazione il nuovo esborso di fondi pubblici, patrimonio di tutti i cittadini europei, a supporto dei loro sistemi insostenibili”. Poche voci, sottolinea l’Organizzazione, si sono alzate a favore degli agricoltori, vittime di questo sistema, chiedendo una svolta radicale con l’agroecologia (rilanciando il progetto “Dialogo strategico nazionale per la transizione ecologica dei sistemi agroalimentari”, realizzato insieme all’Associazione Italiana Agroecologia, Rete Semi Rurali e Lipu BirdLife Italia, con il contributo di Fondazione Cariplo): “l’unica via per disintossicare l’attuale modello di produzione”. Ed ancora: “le grandi associazioni agricole continuano ad ignorare l’urgenza di una sostenibilità concreta e non di facciata. Se tali associazioni avessero davvero a cuore la sostenibilità economica delle nostre aziende agricole, in particolare delle piccole e medie aziende, la riduzione dell’uso di fertilizzanti chimici prevista dal Green Deal sarebbe l’obiettivo prioritario. Invece, per l’ennesima volta, ignorando le evidenze scientifiche delle potenzialità dell’agroecologia, hanno indicato il Green Deal come la causa e non la soluzione del problema”.

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