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Francia, per la prima volta in 50 anni la bilancia commerciale agroalimentare è negativa

I numeri del report by FranceAgriMer non ricalcano il dato italiano (positivo): -838 milioni di euro. Vino e alcolici valgono il 19,3% dell’export

In Francia, per la prima volta in 50 anni, la bilancia commerciale dei prodotti agricoli e agroalimentari ha registrato un deficit negativo, di poco sotto a 1 miliardo di euro (-838 milioni di euro), a seguito di un calo di quasi 5 miliardi di euro nel giro di un solo anno. Le importazioni, infatti, nel 2025 hanno superato le esportazioni: se l’export di prodotti agricoli e agroalimentari è aumentato del +2,1%, raggiungendo 84 miliardi di euro (erano 82,1 nel 2024), allo stesso tempo, l’import della stessa categoria ha registrato un significativo incremento su base annua passando dai 78,1 miliardi di euro del 2024 agli 84,6 miliardi di euro del 2025, con un aumento superiore al +8%. Il saldo commerciale con i Paesi extra-Ue, pur rimanendo positivo (+4,3 miliardi di euro), si è dimezzato, mentre il deficit con i paesi dell’Unione Europea (-5,2 miliardi di euro) è aumentato del 20%. La Francia ha mantenuto la posizione n. 6 di esportatore mondiale di prodotti agricoli e agroalimentari, detenendo una quota di mercato del 4,2%, in lieve calo sul 2024 (-0,1 punti percentuali). Tra i comparti che contribuiscono maggiormente a questo calo c’è anche quello dei vini e degli alcolici (-0,9 miliardi di euro), che, però, incide in modo decisivo e positivo sul valore del comparto: nel totale prodotti agricoli e agroalimentari il loro valore supera, infatti, i 12 miliardi di euro, frutto dei 16 miliardi di euro di export (che copre il 19,3% sul totale delle esportazioni agroalimentari, ndr) e 4 miliardi di euro di import; i “produits bruts” (prodotti non trasformati) scendono a -1,3 miliardi di euro ed i prodotti trasformati (esclusi vini e alcolici) a -11,5 miliardi di euro. Il totale delle tre voci portano al valore di -838 milioni di euro della bilancia commerciale. Questa è la fotografia del report “Les performances à l’export des filières agricoles et agroalimentaires françaises” pubblicato su FranceAgriMer e analizzato da WineNews.
Un anno, il 2025, che, come altrove (a causa di dazi, tensioni, fattori climatici e non solo, ndr), non è stato dei migliori per l’agroalimentare della Francia anche se l’Italia (che è diventato il terzo “cliente” della Francia, ndr), come trend, ha fatto meglio dei cugini, con un saldo in positivo per l’agroalimentare come già abbiamo raccontato - e che, pur calando nettamente sul 2024, resta in positivo superando i 2 miliardi di euro nel 2025 (era 5,4 miliardi di euro nel 2024), come ha riportato l’Istat nel suo report “I cambiamenti dell’agricoltura”.
A risollevare l’intera bilancia agroalimentare nazionale ci ha pensato l’industria di trasformazione alimentare, e, quindi, la voce “alimentari e bevande”, il cui saldo commerciale è attivo di 15,4 miliardi di euro, un dato solo leggermente inferiore sul 2024 (15,8 miliardi di euro).
E come in Francia, anche in Italia il vino ha giocato un ruolo fondamentale, essendo un prodotto totalmente sbilanciato sull’export. Secondo i dati Istat elaborati da WineNews, il saldo commerciale del vino italiano nel 2025 è stato di 7,2 miliardi di euro, frutto dei 7,7 miliardi di export e 565,6 milioni di euro di import. Quindi, calcoli alla mano, il vino ha inciso per il 46,7%, quasi la metà, sulla voce “alimentari e bevande”, quella che genera il saldo commerciale positivo dell’agroalimentare italiano.

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