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INDAGINE MEDIOBANCA

Gdo, fatturati a 83 miliardi di euro, utili record dal 2013, le vendite premiano i discount

La top 5 per incremento del fatturato nel 2017: Crai (+14,2%), Eurospin (+11,1%), Végé (+9,8%), MD (+8,8%) e Lidl (+8,5%)
GDO, MEDIOBANCA, Non Solo Vino
I numeri della Gdo di Mediobanca

Nel 2017 il fatturato aggregato dei maggiori operatori della Gdo italiana, che rappresentano il 97% del mercato della Gdo alimentare nazionale, ha toccato quota 83 miliardi di euro, con un incremento del +4,4% sul 2016. Se la crescita commerciale registrata è la più consistente dal 2014, il margine operativo netto risulta invece in calo del 5,5%. I numeri del 2017 restituiscono, dunque, uno scenario in cui alla costante crescita delle vendite non corrisponde quella dei margini industriali, segno di un mercato sempre più consolidato e che mostra le prime avvisaglie di saturazione. I maggiori operatori della Gdo, così, hanno così ottenuto il record di utili dal 2013, pari a 1,095 miliardi di euro, come emerge dall’indagine sulla Grande Distribuzione Organizzata, firmata da Mediobanca.
L’analisi dei dati per comparto mette in luce dinamiche differenti. Le catene di discount hanno chiuso il quinquennio con la maggiore crescita media annua delle vendite (+9,6% dal 2013 al 2017 e +9,7% solo nel 2017). Anche la distribuzione organizzata, che comprende forme consortili e di unione volontaria, è stata molto dinamica (+5,6% medio annuo dal 2013 e +6,1% nel 2017). Bene anche la Lega delle Cooperative (Legacoop), che annovera i due maggiori operatori del settore: Conad, che ha realizzato dal 2013 una crescita media annua del 3,1% e del 5,3% nel 2017 e le Coop, che hanno segnato un progresso medio del giro d’affari del +0,7% nel periodo e del +3,4% nel solo 2017. In calo, invece, la grande distribuzione, il cui fatturato è in ripiegamento in media dello 0,2% dal 2013, ma che ha comunque chiuso il 2017 al +0,2%. In sintesi, nel 2017 i discount hanno realizzato vendite pari al 15,6% del totale, ma utili pari al 34,2%, la distribuzione organizzata rappresenta il 33% del giro d’affari, ma cuba utili per il 44,3%, la grande distribuzione muove un fatturato pari al 27,2% ma raccoglie solo il 2,5% degli utili, ed il mondo cooperativo rappresenta il 24,2% delle vendite ed il 18,9% degli utili.
Scendendo ulteriormente nel dettaglio dei singoli operatori, la top 5 per incremento del fatturato nel 2017 vede in testa il gruppo Crai (+14,2%), seguita dalla catena discount Eurospin (+11,1%). Terza la Végé (+9,8%) che ha preceduto MD (+8,8%) e la tedesca Lidl (+8,5%), anch’esse appartenenti al segmento discount. Hanno superato la soglia di crescita del 5% anche Agorà (+7,5%), Despar (+6,9%) e Conad (+5,3%). La top 5 cambia se si analizza tutto il quinquennio. Il maggiore tasso di crescita medio annuo è, infatti, della MD (+15,6%) che precede Crai (+9,8%) e Lidl (+9,2%). Performance diverse dovute a molteplici fattori (ubicazione, tipologia e assortimento dell’offerta, riconoscibilità del brand e sua fidelizzazione, superficie occupata). In questo senso soffre soprattutto il segmento Iper il cui format deprime notevolmente le performance economiche degli operatori.
Con 1,245 miliardi di euro di utili netti cumulati nel periodo 2013-2017 Esselunga detiene il primato di risultati nel quinquennio. Sul podio anche Conad (872 milioni di euro) e Eurospin (817 milioni di euro). Più indietro Selex (618 milioni di euro), Lidl (398 milioni di euro) e Végé (320 milioni di euro). Se si rapportano gli utili cumulati del periodo alla consistenza dei mezzi propri iniziali, i discount non hanno rivali: il gruppo MD ha accumulato utili pari a 2,6 volte il patrimonio netto iniziale, Eurospin e Lidl pari a 1,6 volte. Tutti gli altri operatori hanno multipli inferiori all’unità.
Allargando l’orizzonte oltreconfine, i 18 principali gruppi della Gdo a livello internazionale hanno chiuso il 2017 con ricavi aggregati pari a 1.258 miliardi di euro, in crescita del +3,3% sul 2016. In particolare, la statunitense WalMart si conferma il player più forte al mondo grazie al suo imponente fatturato di 413,4 miliardi di dollari, di poco superiore al Pil dell’Austria. A seguire un’altra americana, Kroger con 102,3 miliardi di dollari, la francese Carrefour (78,9 miliardi di dollari ), la britannica Tesco (64,8 miliardi di dollari) e l’olandese Ahold Delhaize (62,9 miliardi di dollari). Ampiamente indietro il maggior operatore italiano, Coop, con 14,8 miliardi di dollari di vendite, soprattutto se si considera che l’ultimo operatore estero considerato, la spagnola Mercadona, ha segnato nel 2017 vendite nette pari a 21 miliardi di dollari. I big della Gdo mondiale hanno una forte proiezione internazionale che permette loro di realizzare all’estero una parte consistente del proprio giro d’affari. L’olandese Ahold Delhaize, in particolare, fattura all’estero il 78,2% delle vendite, prima assoluta in questa speciale classifica. Subito dopo troviamo tre gruppi francesi: Auchan (64,3%), Carrefour (54,6%) e Casino (44,7%). Il discorso cambia per i player statunitensi che, WalMart a parte (23,8% del fatturato prodotto all’estero), operano solo sul mercato domestico. I grandi della Gdo italiana hanno una dimensione esclusivamente nazionale, così come anche la britannica J Sainsbury, la canadese Loblaw e la spagnola Mercadona.
L’e-commerce alimentare in Italia è ancora poco sviluppato, ma rappresenta un segmento in crescita nel mercato degli acquisti online. Nel 2018 il suo giro d’affari, nonostante incida solo per il 4% della domanda e-commerce italiana, è cresciuto del 34% sul 2017, raggiungendo un valore di 1,1 miliardi di euro. Gli acquisti online di prodotti alimentari da supermercato hanno raggiunto nel 2017 un valore superiore ai 200 milioni di euro, con un incremento di oltre il 50% rispetto all’anno precedente. Gli italiani spendono in media molto meno online: 500 euro annui per i nostri web shopper contro i 1.850 euro registrati in Francia. L’incidenza dell’e-commerce sul fatturato totale è ancora bassa anche a livello internazionale (intorno al 4-5%). In Italia, Esselunga ha dichiarato vendite online nel 2017 per 180 milioni di euro (2,4% del fatturato).

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