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IN CAMPAGNA E’ SOS ANCHE PER ANIMALI. ARRIVANO LE AUTOBOTTI PER RIFORNIRE GLI ABBEVERATOI DOPO CHE IL GRAN CALDO HA PROSCIUGATO LAGHETTI E PICCOLI CORSI D’ACQUA IN MOLTE PARTI DEL PAESE. API STRESSATE, ANCHE IL MIELE È AL TRACOLLO

Sos animali. Dopo che il caldo ha seriamente colpito le coltivazioni è arrivato il turno anche degli allevamenti. E per salvare gli animali dal caldo e dalla siccità nelle campagne arrivano in soccorso le autobotti per rifornire di acqua gli allevamenti che non possono contare neppure su fiumi e laghi che, in molte zone del Paese, sono in secca. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare che la situazione di sofferenza delle reti fluviali italiane è pesante con anche i laghi in sofferenza come quello di Como e quello Maggiore, al di sotto della media del periodo, mentre il livello del fiume Po, che a Cremona è sceso a meno 7,5 metri sotto lo zero idrometrico, garantisce appena due settimane di autonomia per l’irrigazione.
Se nei campi interi raccolti di mais, pomodoro, barbabietole, girasole sono stati compromessi e - sottolinea la Coldiretti - si contano danni superiori a mezzo miliardo. Ma a soffrire sono anche gli animali soccorsi dagli autobotti a causa del prosciugamento dei laghetti, dei fiumi e degli abbeveratoi in molte parti della penisola.
In Toscana un allevatore di Volterra, Bartolomeo Carta, è costretto a portare ogni giorno due cisterne da 50 quintali l’una direttamente nei campi, per rifornire gli abbeveratoi e dissetare le sue pecore, dopo che i laghetti naturali, ormai quasi esauriti, sono stati presi d’assalto dai cinghiali dagli altri animali selvatici, lasciando bovini, ovini ed equini a secco. Ma oltre alla mancanza dell’acqua gli effetti del caldo si fanno sentire anche sulla produzione di latte. Le mucche hanno prodotto in media dal 10 al 20% di latte in meno con punte che arrivano anche al 50% nei giorni più roventi.
Per i bovini - sottolinea la Coldiretti - il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte anche se in soccorso in molte stalle sono scattate le contromisure con l’accensione di ventilatori e doccette refrigeranti e l’utilizzazione di integratori specifici a base di sali di potassio nell’alimentazione preparata dagli allevatori che fanno però aumentare in misura esponenziale i costi a carico delle imprese.
Ma l’afa e le temperature - continua la Coldiretti - hanno tolto l’appetito anche ai maiali che stanno consumando fino al 40% in meno della consueta razione giornaliera di 3,5 chili di mangime e con un conseguente, sostanziale calo dell’accrescimento. Il caldo ha pesanti effetti - conclude la Coldiretti - anche sulle galline, che producono meno uova, e sulle api che non riescono a prendere il polline e il nettare mettendo a rischio la produzione di miele.

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