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PAC 2021-2027

In Consiglio Ue si discute la Pac 2021-2027: l’Italia rischia taglio da 2,7 miliardi

In Lussemburgo inizia il confronto sulla prossima Politica Agricola Comune, la Coldiretti mette in guardia dai possibili tagli
Coldiretti, GIAN MARCO CENTINAIO, PAC, UE, Non Solo Vino
Nuova Pac, inizia il confronto in Ue sulla Politica Agricola Comune

Le ipotesi di taglio alla Pac-Politica Agricola Comune sono insostenibili in un settore chiave per vincere le nuove sfide che l’Unione Europea deve affrontare, dai cambiamenti climatici all’immigrazione alla sicurezza. A dirlo è il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, in vista dell’inizio della discussione sulla nuova Pac 2021-2027, al via oggi al Consiglio Europeo in Lussemburgo, alla quale partecipa per l’Italia il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio. Secondo le analisi Coldiretti sui dati della Commissione Europea, la proposta di riforma presentata (ma già bocciata dal Parlamento Europeo, seppur non in maniera vincolante, ndr) potrebbe far perdere all’Italia circa 2,7 miliardi di euro a prezzi correnti rispetto all’attuale periodo di programmazione, con un inaccettabile impatto negativo sui redditi degli agricoltori impegnati a garantire i migliori standard di qualità, sanitari ed ambientali.
“Occorre rafforzare il budget per una Pac che finanzi i beni pubblici europei di carattere territoriale e ambientale prodotti dall’agricoltura, recuperando con forza anche il suo antico ruolo di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola - commenta il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo - si tratta di un’esigenza per salvaguardare un settore strategico per la sicurezza e la sovranità alimentare e per contribuire alla crescita dell’intera economia europea attraverso la filiera produttiva che esso alimenta. Serve - continua Moncalvo - una più equa distribuzione delle risorse superando gli squilibri che hanno caratterizzato il passato. Un obiettivo che deve essere raggiunto con una convergenza esterna ed interna per rendere i pagamenti diretti coerenti con parametri come i costi di produzione, il lavoro ed il valore aggiunto. È infatti necessario rappresentare meglio la diversità socio-economica delle diverse agricolture europee, senza applicare insopportabili tagli lineari. Solo così - conclude Moncalvo - si potranno rafforzare gli elementi positivi in una proposta che presenta al proprio interno luci ed ombre”.

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