Vinacria 2026 (175x100)
Consorzio Collio 2026 (175x100)
I NUMERI DEL SETTORE

La Toscana dei rossi sente la crisi, ma tiene: nel 2025 ricavi stabili, i piccoli soffrono di più

Fotografia by Studio Impresa su 130 aziende vitivinicole toscane: Ebitda giù per il 63%, ma 64 hanno aumentato il fatturato (e 28 anche i margini)

Ricavi complessivi per 1,43 miliardi di euro nel 2025 con una lievissima flessione del -0,2% sul 2024, pur restando superiori del +2,2% al 2023, per un margine Ebitda (ovvero, l’utile operativo prima di interessi, imposte e ammortamenti) che è calato per il 63% delle imprese analizzate, anche se, di contro, 64 aziende hanno aumentato il fatturato e, di queste, 28 hanno migliorato anche il margine. È la fotografia, finora mai realizzata con questa ampiezza, scattata dal Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, su un campione di 130 società vitivinicole toscane per metterne a fuoco lo stato di salute, presentata, nei giorni scorsi, nella Sala del Gonfalone del Consiglio Regionale della Toscana, a Firenze, nell’incontro di educazione finanziaria “I bilanci del vino”, promosso dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino e dalle Donne del Vino.
L’immagine che viene restituita è quella di un settore che, a livello regionale, tiene, seppur con margini sotto pressione e con le imprese più piccole che si trovano a fronteggiare le maggiori difficoltà. Dati e numeri, tuttavia, da non drammatizzare, viene osservato, soprattutto alla luce della crisi internazionale che sta penalizzando i vini rossi, la tipologia che da sempre caratterizza la maggior parte della produzione vitivinicola della Toscana. Risultati che, in ogni caso, sono ancora preliminari: il campione, infatti, verrà prossimamente ampliato per analizzare le dinamiche del settore vitivinicolo a livello nazionale anche per le altre regioni. Nel frattempo, però, e a maggior ragione di questi tempi, è importante per le imprese saper leggere bilanci, indicatori e costi per migliorare l’efficienza e sostenere la crescita anche in una fase di contingenza economica.
A confermarlo è Luca Castagnetti, del Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, che ha presentato i risultati: “per affrontare la selezione tra le cantine servono numeri chiari e decisioni tempestive: prima la continuità finanziaria, poi una strategia su mercati, investimenti e creazione di valore”, ha spiegato. E anche Davide Gaeta, professore di Economia dell’Impresa Vitivinicola e Mercati Agroalimentari e Competitività all’Università di Verona, ha indicato nello stato patrimoniale e nel controllo di gestione i due strumenti decisivi per valutare solidità aziendale, sostenibilità degli investimenti e redditività delle produzioni, soffermandosi anche sul costo della produzione: “analizzare i centri di costo, dal vigneto al marketing, permette di calcolare il costo pieno e il margine reale di ciascun prodotto. Dati puntuali su costi e ricavi consentono, infine, di determinare il break-even point, cioè il volume minimo di vendite necessario a raggiungere l’equilibrio economico”, ha sottolineato. La cultura economica e finanziaria “per le imprese del vino è essenziale, soprattutto in una fase in cui cambiano consumi, mercati e costi - ha detto Donatella Cinelli Colombini, delegata della Toscana delle Donne del Vino - perciò abbiamo voluto offrire una chiave di lettura basata su strumenti concreti per conoscere meglio le proprie aziende, tutelarne il valore e prendere decisioni in maniera più consapevole”. Parole condivise e confermate da Rosario Di Lorenzo, presidente Accademia Italiana della Vite e del Vino: “leggere correttamente bilanci, margini e struttura patrimoniale significa comprendere la solidità presente delle aziende e costruirne il futuro - ha commentato - l’Accademia promuove il confronto tra ricerca, competenze manageriali e mondo produttivo affinché il settore vitivinicolo possa affrontare il cambiamento con strumenti adeguati e una visione di lungo periodo”.
Con la mano tesa, a supporto del settore, da parte della Regione Toscana: “in una fase caratterizzata da cambiamenti nei mercati internazionali e nelle abitudini di consumo, è importante continuare a sostenere le nostre imprese, valorizzandone la qualità, la capacità di innovazione e la vocazione all’export - ha concluso Stefania Saccardi, presidente Consiglio Regionale della Toscana - la Regione Toscana è impegnata da tempo nella promozione del sistema produttivo regionale, anche attraverso iniziative come Buy Wine e Buy Tuscany, che favoriscono l’incontro tra le aziende e gli operatori internazionali”.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli