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GUERRA

L’Europa Meridionale affronta unita i rischi per l’agroalimentare dovuti al conflitto in Ucraina

Italia, Spagna, Portogallo e Grecia insieme per trovare una soluzione alla crisi alimentare globale sostenendo il reddito degli agricoltori
AGRICOLTURA, agroalimentare, Europa, FAO, GRECIA, Guerra, ITALIA, MAURIZIO MARTINA, MINISTRO AGRICOLTURA, PORTOGALLO, REDDITO AGRICOLO, SPAGNA, STEFANO PATUANELLI, Non Solo Vino
Il Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli

Un maggior coordinamento dei Paesi dell’Europa Meridionale per affrontare i rischi per il settore agroalimentare derivanti dalla crisi del quadrante ucraino, gli effetti che si stanno ripercuotendo sui sistemi agroalimentari, le misure nazionali ed europee da attuare per sostenere il reddito agricolo e contrastare i fenomeni speculativi, e la crisi alimentare mondiale. Ecco i temi al centro della riunione dei Ministri dell’Europa Meridionale (Italia, Spagna, Portogallo e Grecia) promossa dal Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, di scena oggi, a cui hanno preso parte anche i Ministri dell’Agricoltura del Portogallo Maria do Céu Antunes, della Spagna Luis Planas e della Grecia Georgios Georgantas e la Fao, con l’intervento dell’economista Maximo Torero - che ha esaminato le conseguenze della crisi ucraina sul comparto agricolo - del vice direttore del dipartimento delle emergenze, Daniele Donati, sul piano d’azione Fao per l’Ucraina, del Presidente del Comitato per la Sicurezza Alimentare Gabriel Ferrero e del vicedirettore generale Maurizio Martina.

Patuanelli ha ricordato la necessità di confrontare le rispettive esperienze nazionali in termini di approvvigionamento di inputs e prodotti agricoli, dell’andamento dei prezzi e delle best practices di contrasto alla speculazione, e ha evidenziato come, a livello europeo, sia di primaria importanza raggiungere l’autosufficienza alimentare senza rincorrere impossibili autarchie alimentari nazionali.

Il Ministro ha, quindi, invitato i colleghi a coordinare a livello istituzionale gli interventi anche di solidarietà, per renderli più efficaci, dal momento che se si ragiona come Unione Europea e non come singolo Stato si è più forti e in grado di incidere maggiormente in tutte le dinamiche dell’accesso al cibo, non soltanto per l’Europa ma anche per i Paesi vulnerabili dal punto di vista alimentare. Patuanelli ha poi sottolineato come sia necessario un maggior intervento comune dell’Unione Europea a favore degli agricoltori: le incertezze geopolitiche, la volatilità dei mercati energetici internazionali, l’aumento dei prezzi e le difficoltà del commercio globale non possono essere affrontati efficacemente a livello di singolo Paese ma necessitano di una risposta comune dell’Europa.

Lo sforzo che i Paesi europei devono fare, ha, infine, esortato Patuanelli, è quello di valutare la coerenza delle politiche che vengono messe in campo, analizzando preventivamente il loro impatto: la grande sfida del futuro è riuscire a produrre più cibo per una popolazione crescente, facendolo con un minor impatto possibile sull’ambiente e con sistemi produttivi che siano in grado di supportare situazioni di crisi eterogenee come le pandemie, le guerre ed i cambiamenti climatici.

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