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IMPRESE GIOVANI

L’Italia è il primo Paese in Europa per numero di giovani in agricoltura: i dati Istat

Gli under 35 sono alla guida di 57.621 imprese agricole, +4,1% sull’anno precedente. Coldiretti: le aziende “giovani” sono il 54% in più della media
Coldiretti, GIOVANI, LAVORO, Non Solo Vino, Non Solo Vino
In Italia sono sempre di più i giovani in agricoltura

Se si parla di agricoltura, l’Italia, citando il romanzo di Cormac McCarthy, “non è un paese per vecchi”: i numeri di Istat relativi al lavoro e alla disoccupazione, aggiornati ad aprile 2019, rivelano come il Belpaese sia al vertice in Europa per numeri di giovani al lavoro in campagna, con gli under 35, nel 2018, alla guida di 57.621 imprese in tutto lo Stivale, in aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente. Una presenza record per l’ultimo quinquennio, che, come sottolinea la Coldiretti, ha di fatto rivoluzionato il lavoro in campagna dove il 70% delle imprese giovani opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili. Il risultato è che, continua la Coldiretti, le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più.
Questo, non è altro che il chiaro segnale che l’agricoltura è tornata ad essere un settore strategico per la ripresa economica ed occupazionale con le campagne che, precisa la Coldiretti, possono offrire prospettive di lavoro sia per chi ha idee innovative, sia per chi vuole trovare un’occupazione anche temporanea per fare un’esperienza a contatto con la natura. Le ore lavorate in agricoltura nel primo trimestre del 2019, riferisce la Coldiretti, sono aumentate del 5,6% rispetto all’anno precedente, più del doppio dell’industria (+2,6%) e oltre sei volte i servizi.

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