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Parmigiano Reggiano, 2017 da record: produzione a 3,65 milioni di forme, un giro d’affari al consumo di 2,2 miliardi di euro, e una quota export del 38%. E nel 2018 pronti 20 milioni di euro investiti in promozione per crescere ancora

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2017 da record per il Parmigiano Reggiano

Prodotto Dop tra i più esportati del Belpaese, il Parmigiano Reggiano ha vissuto un 2017 da record: produzione in crescita del 5,2% sul 2016, a 3,65 milioni di forme prodotte (per 147.000 tonnellate), mai così tante, con un giro d’affari al consumo stimato in 2,2 miliardi di euro, ed una quota export del 38% (+3,9%). Numeri del consorzio del Parmigiano Reggiano, presentati oggi alla Borsa di Milano. E, buona notizia, crescono anche le quotazioni: secondo la Borsa Comprensoriale di Parma, nel 2017 il valore medio si è attestato si 9,81 euro al chilo, +14% sugli 8,6 euro del 2016.

L’Italia rappresenta il 62% del mercato, mentre sul fronte delle esportazioni, la Francia è il primo mercato (9.800 tonnellate, +11%), seguita da Germania (9.460 tonnellate, +3,2%), Stati Uniti (9.075 tonnellate, ma -9,3%), Regno Unito (6.163 tonnellate, +8,1%) e Canada (2.380 tonnellate, +6,6%). E se gli gli Stati Uniti frenano (a causa del rapporto euro/dollaro e della concorrenza dei prodotti “similari”, il Canada, commenta il Consorzio, cresce anche grazie al Ceta, che conferma le previste opportunità di sviluppo.

E se questo è il recente passato, anche le stime per l’immediato futuro sono positive: nel 2018 si prevede infatti un ulteriore incremento della produzione che porterà il numero delle forme a superare quota 3,7 milioni. E per sviluppare la domanda in Italia e all’estero, il Bilancio preventivo del Consorzio ha previsto un investimento in comunicazione di ben 20 milioni di euro (12 in Italia e 8 all’estero): 7 milioni in più sul 2016.

In una strategia basata su quattro pilastri: distintività di prodotto, incremento dell’export, lotta alla contraffazione e sviluppo delle vendite dirette dei caseifici. Il primo, e il più importante, riguarda la distintività di prodotto: “ci sono 3,5 milioni di famiglie fedelissime al Parmigiano Reggiano, 3,9 milioni al Grana Padano e 14 milioni di famiglie che comprano indistintamente uno o l’altro. Per aumentare le vendite, abbiamo messo in campo azioni di riposizionamento della marca, rafforzando la comunicazione con l’obiettivo di far percepire al consumatore i plus che rendono il Parmigiano Reggiano Dop un formaggio unico al mondo. Un prodotto che si distingue dai competitor per la selezione degli ingredienti migliori e naturali, la completa assenza di conservanti e additivi, il rispetto della stessa ricetta da mille anni” afferma Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano.

Il secondo pilastro è quello dell’export: il Consorzio ha incrementato gli investimenti all’estero sia nel marketing che nelle relazioni pubbliche, creando un network di uffici stampa presenti nei principali mercati di riferimento. L’export rappresenta una delle leve principali per sostenere l’incremento di produzione: il Consorzio si pone l’ambizioso obiettivo di crescere di 2/3 punti percentuali l’anno e di arrivare nel 2021 a quota 1,6 milioni di forme esportate.

Il terzo è la lotta alla contraffazione che si traduce concretamente in una maggiore trasparenza che va a vantaggio del consumatore. Dal 2017, il Consorzio ha potenziato i programmi di sorveglianza delle ditte di grattugia e dei laboratori di porzionatura (ora al 100%) così da garantire al consumatore l’autenticità del prodotto.

Quarto ed ultimo, il Consorzio sostiene e promuove le vendite dirette. I Caseifici devono avere sempre più accesso al mercato senza mediazioni, non solo attraverso gli spacci aziendali, ma anche con le vendite online, i rapporti diretti con le piccole catene di supermercati e il canale horeca. L’obiettivo è quello di aumentare la quota di vendita diretta fino a raggiungere un terzo della produzione complessiva.
Sempre in merito all’artigianalità e alle distintività del Parmigiano Reggiano Dop emerge un altro dato interessante. Ben 137 caseifici su 335 hanno certificazioni aggiuntive alla Dop per rispondere alle diverse esigenze di mercato. Ci sono il Parmigiano Reggiano Biologico, quello di Vacca Bianca Modenese, di Vacca Rossa Reggiana, di Vacca Bruna, e ancora il Prodotto di Montagna, il Kosher, l’Halal e le lunghissime stagionature “da meditazione”. Oltre 360.000 forme che si collocano a prezzi al consumo stabilmente superiori alla media. L’obiettivo del Consorzio è quello di promuovere questi nuovi segmenti così come le vendite dirette dei Caseifici: si tratta infatti di un mercato meno condizionato dalla congiuntura che consente ai produttori una remunerazione più alta.

“Il Parmigiano Reggiano ha vissuto un anno record per produzione, quotazioni ed export. La sfida sarà quella di collocare il prodotto costruendo nuovi spazi di mercato. Per raggiungere i nostri obiettivi, chiediamo alla Politica un aiuto concreto, sia in Italia - dove servono sanzioni più rigide per chi non si attiene alle regole - sia all’estero, per combattere l’italian sounding e per definire i dettagli degli Accordi bilaterali in modo adeguato” ha concluso Bertinelli.

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