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LO SCENARIO

Tra cibo, vino e Cucina Italiana Unesco: l’Italia al centro del Summer Fancy Food, a New York

Imprese italiane protagoniste, insieme alle istituzioni (da Ita a Ministero dell’Agricoltura), nella più importante fiera food degli States

Gli Usa hanno un legame storico con la cucina ed il vino italiani. Legato dapprima alla grande immigrazione dall’Italia all’America soprattutto nella seconda metà del Novecento, e poi ad un interscambio di beni, relazioni diplomatiche e culturali che, di fatto, non si è mai fermato. E non è un caso se, nonostante le turbolenze degli ultimi anni legate ai dazi e all’imprevidibilità dell’amministrazione Trump, gli Stati Uniti siano stabilmente tra i mercati più importanti per l’agroalimentare italiano. Per tutto il comparto, in generale, con gli States terzo mercato, nel 2025, con 7,9 miliardi di euro di importazioni agroalimentari dall’Italia, e per il vino italiano in particolare, per il quale gli Usa sono da anni il primo mercato in valore, con 1,8 miliardi di euro (e con 407 milioni di euro su 1,7 miliardi totali esportati dall’Italia nei primi 3 mesi 2026, secondo i dati Istat, ndr). Anche per questo l’Italia è stata grande protagonista al Summer Fancy Food di New York, la più importante fiera dell’agroalimentare negli States, andata in scena dal 28 al 30 giugno.
Con il Belpaese protagonista, con 300 espositori - su 2.500, da 54 Paesi,
con un pubblico al 70% fatto da addetti ai lavori, buyer e così via, spiegano gli stessi organizzatori - con tante aziende, consorzi di primo piano come quello del Parmigiano Reggiano (che ha visto crescere l’export del +2,6% nei primi 5 mesi 2026 sul 2025 e raddoppierà gli sforzi sul mercato Usa, come raccontato qui), collettive come quelle della Coldiretti, che ha presentato, tra le altre cose, “La Nazionale italiana del vino”, per raccontare con il linguaggio universale del calcio, anche in tempo di Mondiali in Usa, il vino italiano, e le istituzioni, come il Ministero dell’Agricoltura e Ita - Italia Trade Agency.
“La Cucina Italiana è stata riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità, ma noi - ha detto il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida - vogliamo che diventi anche “molto materiale” questo risultato, e cioè che porti economia e lavoro. Per questo si devono accompagnare i nostri imprenditori che sono straordinari, garantiscono qualità, benessere, rispetto delle regole, in tutto il mondo, per vendere di più. E gli Stati Uniti sono un mercato straordinariamente importante”.
“Il Fancy Food Show rappresenta per noi il contesto ideale: un marchio costruito negli anni, capace di attrarre operatori, professionisti e buyer da tutto il mondo: proprio per questo - ha aggiunto il presidente Ita, Matteo Zoppas - dobbiamo continuare a stare al fianco delle imprese e degli imprenditori, sostenendo il percorso di crescita del made in Italy. Il messaggio è chiaro: gli Stati Uniti sono il terzo mercato mondiale per l’agroalimentare italiano, e questo primato va difeso e preservato. L’America è oggi più strategica che mai, in una fase segnata dai dazi, dalle oscillazioni del cambio euro-dollaro e da uno scenario geopolitico in continua evoluzione. Sono moltissime le aziende che chiedono di essere presenti qui, a conferma di quanto questo mercato resti centrale per il nostro export. Il nostro compito è continuare a presentare al meglio l’agroalimentare italiano, che resta un punto di riferimento assoluto nel mondo. La sua crescita negli Stati Uniti è il frutto del lavoro congiunto tra imprese e Sistema Italia, e su questa alleanza dobbiamo continuare a investire”.
Per una cucina, quella italiana, che “è imbattibile”, come testimoniato dall’ex bomber della Nazionale Italiana di Calcio Christian Vieri, tra i “testimonial” dell’Italia al Summer Fancy Food 2026, e come raccontato anche dalla Nazionale Italiana Cuochi - Nic, che a New York ha celebrato il titolo mondiale vinto nella “Global Chefs Challenge” 2026, tra le competizioni di cucina più selettive in assoluto, andata in scena nei giorni scorsi in Galles.

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