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LO SCENARIO

Il mercato del vino negli Usa resta negativo, ma migliora a giugno 2026: -4,6% in valore sul 2025

I dati SipSource, pubblicati dalla Wine & Spirits Wholesalers of America (Wswa): volumi a -8,2%, all’insegna della stabilità i consumi on-premise
SIPSOURCE, VINO USA, WSWA, Mondo
Negli Usa tengono i consumi nel canale on-premise

Un passivo che resta, tanto per il vino che per i superalcolici, nel mercato degli Stati Uniti, che rimane quello di riferimento a livello mondiale per il comparto, ma che mostra perlomeno dei timidi segnali di ripresa, pur in uno scenario che continua a non essere esente da difficoltà. Il calo combinato dei volumi e dei ricavi del settore vinicolo e dei liquori negli Stati Uniti ha continuato a moderarsi nel secondo trimestre 2026, riducendosi per il terzo mese consecutivo, secondo i dati SipSource, pubblicati dalla Wine & Spirits Wholesalers of America (Wswa). Sebbene il settore rimanga al di sotto dei livelli dell’anno precedente in tutti i principali indicatori, il ritmo della “discesa” si è moderato e le tendenze distributive e le performance del settore della ristorazione indicano un mercato che sta gradualmente diventando più stabile. Gli ultimi tre mesi hanno infatti registrato risultati migliori rispetto agli ultimi dodici mesi, suggerendo che il ritmo del declino si è ulteriormente moderato in vista della seconda metà del 2026.
Sebbene un solo trimestre non sia sufficiente a definire un trend, secondo la Wswa, il recente miglioramento fornisce un’indicazione incoraggiante sul fatto che le condizioni di mercato potrebbero stabilizzarsi. Vino e superalcolici continuano a seguire percorsi di ripresa differenti ma entrambe le categorie hanno mostrato un modesto miglioramento nel trimestre (il secondo, terminato a giugno, ndr). I superalcolici si sono dimostrati più resilienti in termini di volumi, in calo del -4,9% negli ultimi 12 mesi rispetto a un calo del -8,2% per il vino, e ora rappresentano circa il 51% del volume complessivo nel database aggregato delle vendite. Il vino ha registrato una performance migliore in termini di fatturato, in calo del -4,6% rispetto a un calo del -6,1% per i superalcolici, che continuano a rappresentare quasi i due terzi del fatturato complessivo delle due categorie.
Il volume combinato di vino e liquori negli ultimi 12 mesi è pertanto diminuito del -6,5% fino a giugno, in miglioramento rispetto al calo del -6,9% di maggio e del -7,1% di aprile. Anche i ricavi hanno seguito lo stesso andamento, registrando un calo del -5,5% fino a giugno, rispetto al -5,9% di maggio e al -6,1% di aprile. I punti vendita di vino, i Wine Points of Distribution (PODs), sono diminuiti del -3,3%, in miglioramento sul calo del -3,8% registrato alla fine del 2025. La forza del vino si è concentrata sui vini d’importazione, in particolare Italia e Francia, insieme a Champagne, spumanti, vini bianchi da tavola e formati di confezionamento alternativi. Da sottolineare, inoltre, che il fatturato del vino on-premise è rimasto pressoché stabile, con un calo di appena il -1%, a fronte di un calo del -5,5% nel retail.
“Questi dati raccontano la storia di un mercato che sta trovando maggiore stabilità, ma che non ha ancora svoltato”, ha affermato Francis Creighton, presidente e ceo Wswa. Che ha aggiunto: “le tendenze più favorevoli che stiamo osservando nelle performance del settore on-premise e la riduzione del ritmo del declino suggeriscono che il mercato sta trovando un percorso più sostenibile per il futuro”.

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