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LA PROPOSTA ITALIANA

Produzione, denominazione ed etichettatura. L’aceto chiede all’Europa “una definizione chiara”

Sabrina Federzoni, presidente Gruppo Aceti Federvini: “serve uno standard del termine che renda trasparente l’informazione al consumatore”
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L’aceto è un prodotto-simbolo del made in Italy (ph: Facebook/Aceto Balsamico di Modena)

Una proposta per inserire una definizione europea dell’aceto nel Regolamento (Ue) 1308/2013 sull’organizzazione comune dei mercati agricoli, introducendo, per la prima volta, criteri comuni per produzione ed etichettatura. Il tutto, con l’obiettivo di rafforzare la concorrenza leale, prevenire pratiche scorrette e garantire ai consumatori un’informazione chiara, trasparente e comparabile. Al Parlamento Europeo, a Strasburgo, su iniziativa dell’eurodeputato Stefano Bonaccini, si è tenuto un incontro dedicato al comparto degli aceti e alla necessità di introdurre una definizione europea unitaria per produzione, denominazioni ed etichettatura, colmando un vuoto normativo che incide su un settore in forte crescita, spiega una nota. Attualmente, il diritto dell’Unione Europea prevede, infatti, una definizione armonizzata esclusivamente per l’aceto di vino, mentre tutte le altre tipologie di aceto restano disciplinate da normative nazionali eterogenee. Una frammentazione che, in un contesto di scambi internazionali sempre più intensi, secondo il comparto, genera distorsioni concorrenziali, incertezza per gli operatori e confusione per i consumatori.
Per Sabrina Federzoni, presidente Gruppo Aceti Federvini, “il comparto chiede uno standard, una definizione chiara del termine aceto. Il prodotto aceto sta vivendo un momento molto positivo: è naturale, legato al territorio, con molteplici utilizzi. Sta crescendo in tutto il mondo e l’Italia e l’Europa sono grandi produttori. Oggi ci manca una definizione chiara che identifichi che cos’è aceto e che cosa non lo è. Il nostro obiettivo è avere una definizione europea che renda trasparente l’informazione al consumatore e gli permetta di capire cosa sta effettivamente comprando”.
Nel corso del confronto è stato ribadito anche il peso economico e internazionale dell’Aceto Balsamico di Modena, uno dei principali ambasciatori dell’agroalimentare italiano nel mondo. “Il nostro prodotto esporta oltre il 92% del proprio volume - ha sottolineato Cesare Mazzetti, presidente Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena - è il prodotto italiano a Indicazione Geografica che esporta di più in assoluto. Abbiamo una presenza in oltre 100 Paesi del mondo e siamo conosciuti come l’ambasciatore del mangiare bene italiano”.
Al confronto hanno partecipato anche Valéry Brabant, presidente European Vinegar Association (Eva), che riunisce le associazioni dei produttori di numerosi Stati membri, e l’eurodeputata francese Céline Imart, impegnata insieme a Bonaccini nel percorso legislativo in corso.

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