Da fenomeno di nicchia a protagonista dei mercati internazionali: il peperoncino continua la sua scalata economica e culturale, trainato da una domanda in costante crescita che coinvolge consumatori, produttori ed esperti del settore. Nel 2025 il mercato mondiale del peperoncino ha raggiunto il valore di 4,8 miliardi di dollari, in forte aumento dai 3,38 miliardi di dollari registrati nel 2019. Le proiezioni ufficiali indicano il superamento della soglia dei 5 miliardi di dollari già nel 2026, mentre il comparto, con un tasso composto di crescita annuale (Cagr) del 5,9%, è destinato a toccare gli 8,1 miliardi di dollari entro il 2034. Un trend che trova conferma anche in Italia, dove secondo le rilevazioni Coldiretti, i consumi sono aumentati del +56% nell’ultimo decennio.
A fotografare l’evoluzione del settore è Giuliana Polo, esperta attiva a Celleno, a Viterbo, che da oltre 10 anni coltiva e studia più di cento varietà di peperoncini provenienti da tutti i continenti. Polo è, inoltre, l’unica donna amministratrice di ChilliHeads Eu, una delle più importanti community internazionali dedicate alla cultura del piccante, che conta oltre 18.500 membri. L’attività di divulgazione dell’esperta passa anche dall’editoria: è, infatti, presente negli store online con il saggio gastronomico “La Dispensa di Giugiù - Legumi Piccanti”, secondo volume della sua collana dedicata alla valorizzazione del peperoncino e delle sue molteplici applicazioni in cucina. “Il mondo dei peperoncini è ancora poco noto - spiega Giuliana Polo - non si tratta solo di piccantezza, ma di un universo di aromi e gusti straordinari che variano radicalmente per intensità. Possiamo passare dalle note fruttate, agrumate ed estremamente strong di un Habanero o di un Fatalii, ideali per dare carattere a una zuppa di ceci, fino ai sentori dolci, affumicati e resinosi di un Jalapeño o di un Ancho, capaci di avvolgere delicatamente il sapore dei fagioli senza coprirlo”.
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